Neri Pozza Editore | Ann Moore
 
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Ann Moore

Ann Moore è nata a Burford, in Inghilterra. Laureata in Inglese presso la Western University di Washington, ha scritto tre romanzi storici incentrati sulle carestie, le migrazioni e le rivolte d’Irlanda. Con Terra perduta ha ottenuto un notevole successo di pubblico. Attualmente vive a Bellingham, nello stato di Washington, con la famiglia.

I LIBRI

Alla luce del mattino

Ann Moore

È un giorno del 1850. Il sole non è ancora sorto quando Gracelin O'Malley scruta la baia di San Francisco alla ricerca degli alberi maestosi dell'Eliza J, la nave del capitano Peter Reinders, l'uomo buono e gentile che da Liverpool l'aveva condotta negli Stati Uniti. Durante gli anni trascorsi a New York, Grace era stata sul punto di cedere alla proposta di matrimonio del capitano. Ma i sentimenti per Morgan McDonagh, il suo secondo marito sposato in segreto all'alba di una nebbiosa giornata irlandese e sparito per sempre pochi istanti dopo, l'avevano dissuasa dal farlo. Senza prospettive e con due bambini di cui prendersi cura, Grace è ora decisa ad acconsentire al matrimonio. Il capitano Reinders, però, ha levato le vele da tempo e nessuno sa quando farà ritorno a San Francisco. Sola, in una città sconosciuta e popolata di bande malavitose, soldati disillusi e giocatori d'azzardo professionisti, Grace è costretta a condividere la misera vita degli immigrati nei bassifondi della città: corpi sudici ammassati in stanze minuscole e buie. La giovane irlandese non cede, tuttavia, allo sconforto, e si mette alacremente alla ricerca di qualche famiglia cristiana e di così buon cuore da affittarle un alloggio decente per tirare avanti fino a quando non troverà un impiego. A salvare lei e i suoi figli da un oscuro destino è il provvidenziale intervento del dottor Wakefield, uno dei medici più influenti della città, che offre alla donna un lavoro da cuoca nella sua tenuta sulla collina. Gracelin accetta, ignara della intricata rete di ricatti e tradimenti in cui, suo malgrado, si troverà invischiata. Ignara, soprattutto, del fatto che Morgan McDonagh è non soltanto ancora vivo, ma pienamente determinato a trovare il modo di raggiungerla...

Addio all'Irlanda

Ann Moore

In fuga dopo aver sparato a una guardia, Grace O’Malley, moglie del fuorilegge Morgan McDonagh, che si vocifera sia morto di febbre nelle  prigioni  irlandesi, si è imbarcata con sua figlia Mary Kate sulla piccola nave che avanza lentamente lungo il fiume Mersey, diretta a Liverpool. Il mare  d’Irlanda è ormai lontano, e i passeggeri affacciati al parapetto meditano sulla loro sorte futura, sperando sia migliore di quella alle loro spalle,  segnata dalla terribile esperienza della Grande Carestia che nel 1845 si è  abbattuta sull’Irlanda provocando un’epopea di morte e migrazione.
Molti intraprenderanno il lungo viaggio verso l’Australia, con l’intento di ricongiungersi alle famiglie deportate nella Terra di Van Diemen. Altri si  procureranno un biglietto economico per il Canada. Chiunque abbia da parte  qualche soldo in più andrà dritto a Boston o a New York, come la stessa Grace  è intenzionata a fare. Negli Stati Uniti l’aspetta, infatti, il fratello Sean che ha trovato la sua vocazione unendosi ai Giovani Americani, un gruppo di giovani imprenditori in lotta contro la vecchia guardia formata dai ricchi  gentiluomini che scimmiottano ancora usi e costumi europei.
Ogni giorno Sean si reca al porto, dove le navi attraccano a tutte le ore, per controllare le liste dei passeggeri e scrutare qualunque forma femminile  scenda dalle rampe, sperando di scorgere sua sorella in mezzo alla folla  stordita di migranti, terrorizzato dall’idea che Grace e Mary Kate non siano  sopravvissute al viaggio…
Secondo volume dell’epica trilogia dedicata all’Irlanda moderna, dopo Terra perduta Ann Moore narra degli irlandesi nel nuovo mondo, in quella terra  americana che li accoglie, ma che riserva loro anche povertà, pregiudizi e razzismo.

Addio all'Irlanda

Ann Moore

In fuga dopo aver sparato a una guardia, Grace O'Malley, moglie del fuorilegge Morgan McDonagh, che si vocifera sia morto di febbre nelle prigioni irlandesi, si è imbarcata con sua figlia Mary Kate sulla piccola nave che avanza lentamente lungo il fiume Mersey, diretta a Liverpool. Il mare d'Irlanda è ormai lontano, e i passeggeri affacciati al parapetto meditano sulla loro sorte futura, sperando sia migliore di quella alle loro spalle, segnata dalla terribile esperienza della Grande Carestia che nel 1845 si è abbattuta sull'Irlanda provocando un'epopea di morte e migrazione. Molti intraprenderanno il lungo viaggio verso l'Australia, con l'intento di ricongiungersi alle famiglie deportate nella Terra di Van Diemen. Altri si procureranno un biglietto economico per il Canada. Chiunque abbia da parte qualche soldo in più andrà dritto a Boston o a New York, come la stessa Grace è intenzionata a fare. Negli Stati Uniti l'aspetta, infatti, il fratello Sean che ha trovato la sua vocazione unendosi ai Giovani Americani, un gruppo di giovani imprenditori in lotta contro la vecchia guardia formata dai ricchi gentiluomini che scimmiottano ancora usi e costumi europei. Ogni giorno Sean si reca al porto, dove le navi attraccano a tutte le ore, per controllare le liste dei passeggeri e scrutare qualunque orma femminile scenda dalle rampe, sperando di scorgere sua sorella in mezzo alla folla stordita di migranti, terrorizzato dall'idea che Grace e Mary Kate non siano sopravvissute al viaggio...

Terra perduta

Ann Moore
Grace, la figlia quindicenne di Patrick O’Malley, discende dagli O’Malley del Nord, un tempo padroni di un’enorme tenuta, poi finiti in povertà con la sconfitta di Giacomo II, l’ultimo monarca cattolico d’Inghilterra. Ora, nel pieno degli anni Quaranta del XIX secolo, Gracelin O’Malley – autentica bellezza irlandese che ha ricevuto in dono dalla madre la pelle color crema, le gote rosee, i capelli di un rosso scurissimo e gli occhi blu come il mare in tempesta – vive in una casa di pietra con un tetto di paglia, cinta da un appezzamento di terra piuttosto grande in affitto, dieci acri coltivati principalmente a patate.
La terra, come ogni cosa appartenuta un tempo alle antiche famiglie cattoliche irlandesi, è parte dei possedimenti dei Donnelly, signori inglesi. Se fosse ancora viva la madre di Grace, così sagace nell’accumulare risparmi e riserve di cibo, gli O’ Malley saprebbero come cavarsela nel far fronte alla scadenza del contratto di affitto, e ai primi segni di una carestia che si annuncia feroce come non mai. Il lavoro nei campi, però, non basta, e il rischio è perdere quella terra che significa per loro una cosa soltanto: la sopravvivenza.
La salvezza, per Patrick O’Malley, si presenta sotto le nobili fattezze di Bram Donnelly. Figlio di un Lord inglese, relegato dalla famiglia nella contea di Cork a causa delle sue giovanili scappatelle londinesi, il trentenne Donnelly è rimasto vedovo due volte e, al falò della Vigilia di san Giovanni, mette gli occhi addosso alla bella Grace.
Patrick non esita a dire di sì nell’istante in cui Squire Donnelly gli chiede la mano della figlia. Paziente e apparentemente lieto, nei primi mesi di matrimonio, di educare Grace agli usi e ai costumi dell’aristocrazia terriera, Donnelly con il trascorrere del tempo svela il suo vero volto: quello di un arrogante inglese che non perde occasione per calpestare la vita, ai suoi occhi indegna, degli irlandesi.
La Grande Carestia, intanto, si abbatte sulla contea di Cork e sull’intera isola d’Irlanda, con strade impraticabili a causa dei mendicanti ridotti in fin di vita, ospizi per i poveri pieni fino all’inverosimile, ospedali incapaci di alleviare le pene, e rivolte, case bruciate, proprietari terrieri assassinati.
Primo volume di una monumentale ed epica trilogia dedicata all’Irlanda moderna e alla diaspora dei suoi abitanti, Terra perduta parla d’amore, di rivolta, di libertà e oppressione in un momento cruciale della Storia.
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