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Ben Lerner

Nato il 4 febbraio 1979 a Topeka, Kansas, dove vive tuttora, Benjamin S. Lerner ha pubblicato alcuni libri di poesia che gli sono valsi importanti premi letterari negli Stati Uniti e anche il prestigioso Preis der Stadt Münster für internationale Poesie in Germania, primo americano a ricevere tale onore. Nel 2003 ha trascorso un periodo a Madrid grazie a una borsa di studio, e l'esperienza spagnola ha dato origine prima a una raccolta di poesie, Angolo di Imbardata, libro pubblicato nel 2006 e finalista al National Book Award, e poi al romanzo Un uomo di passaggio, vincitore del Believer Book Award.

I LIBRI

Un uomo di passaggio

Ben Lerner

Adam Gordon, giovane poeta americano, vincitore di un prestigioso premio letterario, si trasferisce in Spagna grazie a una borsa di studio della durata di un anno. Ideologico e postideologico insieme, impegnato e spettatore del corso del mondo, attraente e terribilmente molesto quando vuole, Adam è un perfetto esempio dell'homo literatus del XXI secolo.
Apparentemente non presenta scopi di sorta, e tuttavia ostenta un'intelligenza equilibrata, incline al paradosso e agli artifici dialettici, fondata su una «profonda esperienza dell'assenza di profondità». Passa il tempo a leggere il Don Chisciotte e soprattutto i Selected Poems di John Ashbery e, come un moderno flâneur, se ne va in giro per bar a bere mojito e al Prado a contemplare sotto l'effetto di caffeina e hashish la Deposizione dalla croce di Roger van der Weyden.
Partecipa di buon grado a qualunque festa venga invitato, dove, se gli capita di essere fuori posto per una qualche inesplicabile ragione, prende puntualmente un'espressione di vago scetticismo venato di familiarità, di noia arginata da un distaccato interesse antropologico; si innamora di ben due ragazze spagnole, Teresa e Isabel, e fa di tutto per scansare il presidente della fondazione che ha finanziato il suo soggiorno spagnolo. Si pone, infine, un milione di domande che sembrano formulate apposta per non ricevere risposte certe; anzi, via via i dubbi crescono. Su se stesso, innanzitutto. La poesia è una forma d'arte necessaria o semplicemente uno schermo per le proiezioni del lettore? E in ogni caso che diritto ha lui di definirsi poeta? È davvero fornito di talento o è piuttosto l'ennesimo impostore che si tiene ipocritamente a galla nel dorato mondo dell'arte e della letteratura? Un mondo che mostra tutta la sua vanità dinanzi all'irrompere tragico della realtà?
Siamo nel 2004, e la capitale spagnola è sconvolta da una serie di attentati alla stazione Atocha. Davanti alla violenza cieca e insensata di quegli eventi, incomprensibili per chi ha una «profonda esperienza dell'assenza di profondità», si svela per il poeta la sua vera essenza nel mondo contemporaneo: essere un uomo di passaggio, una flebile, irrilevante voce del coro insensato dell'umanità.

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