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Chris Bohjalian

Chris Bohjalian è l'acclamatissimo autore di dieci romanzi, tra i quali Midwivers (eletto Miglior Libro dell'anno dal Publisher Weekly e dall'Oprah's Book Club) e Before You Know Kindness. Le sue opere sono state tradotte in diciotto lingue e pubblicate in ventuno Paesi. Vive con la moglie e la figlia in Vermont. Con Giano ha pubblicato Doppio legame (2007).
www.chrisbohjalian.com

I LIBRI

L'inverno più lungo

Chris Bohjalian
È il gennaio del 1945 nella regione della Prussia orientale, un mese glaciale in cui tremende tempeste si alternano a giornate calme, col cielo color grigio ardesia e la neve, bianchissima, che offusca la vista.
Lungo una strada circondata da cumuli di neve e ghiaccio avanza una carovana. Sono civili prussiani che hanno fatto salti di gioia quando i carri armati di Hitler hanno invaso la Polonia nel 1939, rendendoli di nuovo cittadini tedeschi. Ora sono in fuga verso ovest. In fuga dai russi, che hanno occupato già buona parte della regione e inseguono a colpi di artiglieria i profughi. La carovana si arresta davanti alla Vistola. Il fiume è ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio e brilla come una pista di pattinaggio. Le granate squassano il terreno e, a ogni esplosione, i cavalli si imbizzarriscono e i bambini, affamati e congelati, strillano.
Anna Emmerich ha diciotto anni e i capelli dorati come le pannocchie. È la giovane figlia di un’influente famiglia tedesca con una bella casa e una vasta tenuta nei pressi di Thorn, nella quale probabilmente già bivaccano i russi. Suo fratello maggiore è a combattere da qualche parte nel sud, nei dintorni di Budapest, il secondo è stato spinto a unirsi al Volkssturm e il terzo ha appena smesso i calzoni corti. Anna dovrebbe temere per la sua sorte, visto che i russi non scherzano con le giovani donne prussiane. Anna però non può fare a meno di cedere alla spensieratezza del suo carattere e della sua età. Mentre le granate piovono a pochi passi dal carro della sua famiglia, si toglie un guanto e infila una mano tra due sacchi di iuta, cercando le dita di Callum Finella, il ventenne scozzese coi capelli rossi come il tramonto che vive con loro dal giorno in cui sette prigionieri di guerra britannici sono stati inviati alla proprietà della famiglia Emmerich per dare una mano con il raccolto.
Sulla sponda della Vistola, intanto, un giovane in uniforme, con una mano sull’impugnatura della pistola, osserva con aria beffarda la carovana.
Sulla sua divisa campeggia una piccola aquila nazionalsocialista di bronzo accanto a una Croce di Ferro, ma fino a qualche tempo fa al posto dell’aquila spiccava una stella di David gialla. Nel caos della ritirata da Łuków, ha requisito quell’uniforme a un soldato della Wehrmacht ucciso da un colpo secco alla nuca. In piedi, sulla riva orientale del fiume, il giovane osserva i profughi, un tempo fieri ariani e antisemiti e ora fuggiaschi impauriti e scossi dalla fine del loro mondo…
Basato su una storia vera tratta da un diario, L’inverno più lungo narra di un’epica fuga nella Prussia orientale devastata dalla guerra. Descrivendo con maestria la forza e l’emozione dell’amore insieme al terrore e alla crudeltà della guerra, Chris Bohjalian ha intessuto un ricco arazzo capace di dare volto a una delle grandi tragedie del ventesimo secolo e di creare un’opera che «resterà a lungo nella mente dei lettori» (Mark Minkler).
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