Neri Pozza Editore | Claire Keegan
 
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Claire Keegan

Claire Keegan è cresciuta in una fattoria di Wicklow, in Irlanda. Dove l'acqua è più profonda, nominato «Los Angeles Time Book of the Year», ha vinto il Rooney Prize per la letteratura irlandese. I suoi racconti si sono aggiudicati l'Olive Cook Award, il Kilkenny Prize, il Martin Healy Prize, il Macaulay Fellowship, il William Trevor Prize e il Francis MacManus Award. Vive in una zona dell'Irlanda rurale. Con Neri Pozza ha pubblicato, nel 2009, la raccolta di racconti Nei campi azzurri.

I LIBRI

Dove l'acqua è più pofonda

Claire Keegan

«Tutte le volte che andava via, la donna felicemente sposata si chiedeva che effetto doveva fare dormire con un altro uomo. Quel fine settimana aveva intenzione di scoprirlo»: così comincia questa raccolta di racconti. Con una frase che ne illumina subito il senso: l'irrompere dell'istante in cui la vita quotidiana fa improvvisamente naufragio e schiude l'oscurità che l'avvolge, l'abisso su cui è sospeso il suo ordine apparente.
Nel racconto che l'apre, Antartide, la «donna felicemente sposata» una sera prepara un piatto di pasta al forno per i bambini, va a riprendere i completi di suo marito in lavanderia e poi se ne va in città. In un bar si lascia approcciare da un tizio con una giacca di pelle, la carnagione rossastra, una catena d'oro che gli penzola dentro la camicia hawaiana, i capelli color fango. Un incontro che le rivela un'unica disarmante verità: che l'eternità e l'inferno sono la stessa cosa.
In Amore nell'erba alta, Cordelia ha quarant'anni, ma ha fatto ormai tutti i capelli bianchi in attesa che il suo amante dottore lasciasse la moglie. Un giorno fatidico si incontrano tutti e tre, il dottore, Cordelia e la moglie, ma siccome non sanno cosa fare o cosa dire, non fanno niente e non dicono niente. Se ne stanno semplicemente ad aspettare, tutti e tre: Cordelia, il dottore e sua moglie, tre mortali in attesa che qualcuno se ne vada.
In Dove l'acqua è più profonda, il racconto che dà il titolo alla raccolta, una ragazza alla pari fa sempre lo stesso sogno: è in cortile con il bambino, verso sera. La terra trema e, come una grande foglia di metallo, si apre in due inghiottendo il piccolo nelle sue viscere.
L'esito inaspettato è il procedimento tipico di questi racconti, ambientati parte in Irlanda e parte nel profondo sud dell'America. Svelano vite in cui sogni, ricordi e mutamenti possono comportare conseguenze devastanti; mondi dove ossessioni e oscure tensioni affiorano improvvisamente. Come Raymond Carver, Claire Keegan scava, con la sua innocente e ammaliante scrittura, nel lato oscuro della nostra esistenza.

Nei campi azzurri

Claire Keegan

Accolti al loro apparire dall’entusiasmo della critica («Una scrittrice già toccata dalla grandezza» ha scritto Declan Kilbert della loro autrice), questi racconti annunciano l’avvento sulla scena letteraria internazionale di una narratrice che si segnala non solo per la forza evocativa e il rigore del suo stile, ma per «la sua straordinaria capacità di penetrare nelle vulnerabili e misteriose profondità dell’animo umano», come ha scritto l’Irish Times.
Ambientate per la maggior parte nell’Irlanda rurale, dove la rugiada si stende all’alba su campi bianchi e vuoti come pagine e le giornate sorgono «luminose di vento», queste storie narrano di gente comune che vive un momento drammatico e cruciale della propria esistenza, uno di quei momenti in cui ne va del senso stesso della propria vita.
C’è, ad esempio, come in Il regalo d’addio, la ragazza che, in una magnifica giornata per la raccolta del fieno, lascia la casa paterna ed entra per l’ultima volta nella stanza del padre, quella camera in cui, almeno una volta al mese, entrava quando era poco più che bambina, e dove il padre-padrone giocava con lei e le diceva che era brava e intelligente, e le metteva il braccio attorno al collo e la toccava con le sue mani così grandi e forti per la mungitura.
C’è il prete, come nel racconto che dà il titolo alla raccolta, che alla fine di una cerimonia di nozze attraversa il tappeto rosso e va a stringere la mano dello sposo e non osa fare lo stesso con la sposa, bellissima con le spalle lentigginose, nude, un lungo filo di perle che le pesa sulla pelle, il bouquet che le trema in mano. Il prete fissa soltanto lo sguardo sulla riga bianca che le spartisce i capelli e ricorda il tempo in cui trascorreva ore a guardarla, quella riga.
C’è il guardaboschi, nella Figlia del guardaboschi, che ipoteca la casa, indossa un gessato azzurro e, la barba spuntata, si reca in una sala da ballo per trovare moglie, e la trova davvero: una donna dai fianchi larghi, la pelle liscia come un piatto e il profumo che gli ricorda il ginestrone quando brucia.
Storie magnifiche, narrate con la grazia di una sapiente scrittura, su istanti in cui il cuore è in tumulto e si assapora la solitudine in cui la vita a volte ci confina.

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