Neri Pozza Editore | Costantino Nigra
 
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Costantino Nigra

Costantino Nigra nacque a Villa Castelnuovo, oggi Castelnuovo Nigra, in provincia di Torino, nel 1828. Volontario nella guerra di indipendenza del 1848, poi stretto collaboratore di Cavour, ambasciatore a Parigi, Pietroburgo, Londra e Vienna, pubblicò i Canti popolari del Piemonte nel 1888 presso Loescher. Senatore del Regno dal 1890, morì a Rapallo nel 1907.

I LIBRI

Canti popolari del Piemonte

Costantino Nigra

Apparsi per la prima volta nel 1888, e poi oggetto di numerose edizioni, i Canti popolari del Piemonte segnarono una svolta profonda negli studi sul folklore e sulle tradizioni popolari in Italia. I folkloristi del tempo avevano infatti concentrato la loro attenzione sulla tradizione lirica della cultura popolare italiana, in primo luogo le canzuna siciliane e i rispetti toscani, trascurando o sottovalutando il canto narrativo. L’opera di Costantino Nigra, figura fondamentale del Risorgimento, diplomatico e principale collaboratore di Cavour, mostrò che la ballata, la canzone narrativa di diffusione europea, fiorita soprattutto in Piemonte e nelle province del settentrione d’Italia, non era soltanto un importante aspetto della tradizione popolare, ma apriva una vera e propria nuova provincia del sapere a folkloristi e dialettologi. Non stupisce, dunque, che dal 1888 i Canti popolari del Piemonte siano stati ripetutamente rieditati, diventando il testo di riferimento, il banco di prova dei maggiori folkloristi italiani. Le edizioni, tuttavia, che precedono questo volume (ad eccezione di quella einaudiana del 2009, opera degli stessi curatori della presente), benché tutte filologicamente accurate, mancano di un’antologia sonora, indispensabile a mostrare, nell’intreccio di parola e canto, la complessità del patrimonio custodito nell’opera di Costantino Nigra. Grazie al paziente lavoro di ricerca di Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto, i due cd che compendiano questa edizione fanno emergere, attraverso 155 esempi canori tratti da varie centinaia di registrazioni raccolte dal 1954 al 1988, il filo rosso, musicale e testuale, tra il tempo dell’opera di Nigra e il nostro tempo. Oltre il testo, documentano la melodia delle singole ballate, restituendo alla memoria il vissuto di un’oralità che, pur non essendo  esattamente quella del tempo di Nigra, è ad esso vicina e indissolubilmente legata. Il volume è inoltre corredato da un apparato fotografico che per la prima volta, insieme alle voci, mostra i volti dei testimoni (gli “alberi del canto”) e dei ricercatori (da Lomax a Carpitella, da Leydi a Coggiola, da Jona e Liberovici a Vigliermo, da Adriano a Castelli e Beccaria) che con loro hanno operato. Tutto ciò arricchisce la grande opera di Costantino Nigra, restituendole nuova vita e nuovi spunti di interesse. Studiando infine il sistema della ballata, il dinamismo dei canti, gli stili esecutivi e i modelli melodici, i curatori forniscono anche la prova inconfutabile sia della straordinaria tenuta nel tempo, sia del radicarsi nei luoghi e nelle comunità di questo grande patrimonio di canto narrativo.

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