Neri Pozza Editore | Daniel Silva
 
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Daniel Silva

Daniel Silva è nato in Michigan nel 1960. Nel 1984 ha iniziato la carriera giornalistica lavorando per United Press International, per poi diventare produttore televisivo della CNN. Negli Stati Uniti tutte le sue opere sono entrate nelle classifiche dei libri più venduti. I suoi ultimi romanzi sono La ragazza inglese e L’angelo caduto. Attualmente vive con la moglie e i due figli a Washington.

I LIBRI

L'angelo caduto

Daniel Silva
Da ventisette anni il sacerdote Niccolò Moretti varca le porte della Basilica di San Pietro, si genuflette di fronte alla Confessione e sale sull’impalcatura che avvolge il baldacchino del Bernini. Sta per iniziare il restauro in vista della Quaresima quando nota qualcosa a terra e, mentre scende a vedere, si accorge che non è un uccello con un’ala rotta o una sciarpa dimenticata da qualche turista, come aveva pensato. È il cadavere di una donna. Pochi minuti dopo il Vaticano ha già contattato una persona fidata capace di sbrogliare quel mistero rapidamente e senza destare scalpore: Gabriel Allon, restauratore e imprendibile spia del nucleo piú segreto dei servizi israeliani.
Scampato per miracolo all’ultima missione, Allon si trova già a Roma per presenziare ai lavori di restauro della Deposizione di Cristo di Caravaggio e non ci mette molto ad accorrere sulla scena del crimine. Secondo gli inquirenti,la vittima, Claudia Andreatti, si sarebbe suicidata buttandosi di sotto dall’impalcatura del baldacchino, ma a Gabriel i conti non tornano: com’è possibile che, in quel luogo sempre cosí affollato, la donna non abbia attirato l’attenzione di qualcuno? E, inoltre, perché l’avrebbe fatto nell’unico momento in cui le telecamere di sicurezza erano spente? Contrariamente all’invito di monsignor Luigi Donati, l’enigmatico segretario privato di Papa Paolo VII, la spia israeliana non ha nessuna intenzione di collaborare con la polizia e intraprende la propria indagine solitaria, scoprendo ben presto che la donna è stata uccisa perché ha scoperto una serie di furti di antichi tesori dal valore inestimabile. Ma chi c’è dietro ai quadri e alle reliquie scomparse? E perché in Vaticano sembrano tutti spaventati dall’idea di conoscere i veri responsabili?
Tra esperti d’arte, spie travestite da vescovi e rituali misteriosi, Gabriel Allon – «uno degli eroi piú affascinanti che il genere thriller abbia mai prodotto» (Philadelphia Inquirer) – scoprirà un’organizzazione spietata e segretissima che, da Roma a Berlino, passando per Vienna e St. Moritz, cospira per spingere il mondo verso un conflitto dalle conseguenze apocalittiche.
Con un romanzo mozzafiato, magnificamente scritto e carico di colpi di scena, Daniel Silva – autore da milioni di copie vendute in tutto il mondo e al numero 1 della classifica dei bestseller del New York Times – dimostra ancora una volta di essere uno degli scrittori di genere piú talentuosi e originali della sua generazione. E, con una voce inconfondibile che unisce il talento di Graham Greene e l’esplosività di John Le Carrè, infonde «nuova vita al thriller internazionale» (Newsday).

Il caso Caravaggio

Daniel Silva
Nell’angusta stanza senza finestre in cui è trattenuto, il mercante d’arte Julian Isherwood sa di essere nei guai fino al collo.
Se non fosse certo di essere innocente, la versione dei fatti che ha fornito quando i carabinieri di Como lo hanno trovato accanto a un cadavere «letteralmente fatto a pezzi» sembrerebbe ridicola persino a lui. Lo vogliono incastrare, è chiaro. E chi può farlo, se non quell’«odioso, pingue» collega che risponde al nome di Oliver Dimbley?
Dimbley lo ha avvicinato in un pub di Londra, gli ha offerto di comprare la sua galleria d’arte di Mason’s Yard (come faceva a sapere dei suoi conti in rosso e della sua crescente «passione per l’alcol»?) e lo ha spedito sul lago di Como, nella lussuosa villa di Jack Bradshaw, collezionista che, guarda caso, Julian ha trovato cadavere, riverso in un lago di sangue. Per fortuna il generale Cesare Ferrari del Nucleo Artistico di Roma, che ne ha viste troppe per fidarsi di un caso all’apparenza così semplice, ha pensato bene di rivolgersi a Gabriel Allon.
L’ex agente del Mossad non tarda molto a scoprire che la vittima era al centro di un vasto traffico illegale di capolavori della pittura, tra i quali l’inestimabile opera di Caravaggio scomparsa da Palermo nel 1969: la «Natività con i santi Lorenzo e Francesco
d’Assisi».
Dai boulevard di Parigi ai covi criminali di Marsiglia, dalle coste selvagge della Corsica ai caveaux di Ginevra e di una minuscola banca in Austria, Allon non risparmia luoghi e persone pur di arrivare a scagionare l’improvvido Julian Isherwood.

Ritratto di una spia

Daniel Silva
La prima bomba esplode alle 11:46 del mattino, sull’avenue des Champs-Elysées a Parigi. L’attentatore è un algerino di ventisei anni, proveniente da Clichy-sous-Bois, la banlieue subito fuori la capitale francese. L’esplosione è così violenta che la piramide del Louvre, due chilometri e mezzo più a est, oscilla sotto l’onda d’urto. Il ministro degli Interni francese, giunto sul luogo della carneficina, dichiara: “Baghdad è arrivata a Parigi”.
Diciassette minuti dopo, Baghdad giunge a Copenhagen dove, alle 12:03, un secondo kamikaze, educato in scuole danesi e sposato con una donna danese, si fa saltare in aria in mezzo a un gruppo di bambini.
Alle 14:37 è la volta di Londra. Nell’elegante quartiere di Covent Garden, Farid Khan, nato nella capitale inglese da genitori immigrati nel Regno Unito da Lahore verso la fine degli anni Settanta, si fa esplodere provocando la morte di diciotto persone.
L’Europa è sotto attacco. Con le casse vuote e i cittadini sempre più disillusi, il vecchio Continente sembra vacillare sotto i colpi di un nemico subdolo e invisibile, educato e cresciuto per giunta nel cuore delle sue antiche città.
Un nemico che resterebbe tale, se l’intelligence americana non incaricasse delle indagini un testimone d’eccezione dell’attentato londinese, Gabriel Allon, il celebre agente dei servizi israeliani giunto a Londra per esaminare, sotto la sua copertura di esperto restauratore d’arte, una preziosa tavola antica.

Il caso Caravaggio

Daniel Silva
Nell’angusta stanza senza finestre in cui è trattenuto, il mercante d’arte Julian Isherwood sa di essere nei guai fino al collo. Se non fosse certo di essere innocente, la versione dei fatti che ha fornito quando i carabinieri di Como lo hanno trovato accanto a un cadavere «letteralmente fatto a pezzi» sembrerebbe ridicola persino a lui.
Lo vogliono incastrare, è chiaro. E chi può farlo, se non quell’«odioso, pingue» collega che risponde al nome di Oliver Dimbley?
«Discreto come il fischio di un treno a mezzanotte», Dimbley lo ha avvicinato in un pub di Londra, gli ha offerto di comprare la sua galleria d’arte di Mason’s Yard (come faceva a sapere dei suoi conti in rosso e della sua crescente «passione per l’alcol»?) e lo ha spedito sul lago di Como, nella lussuosa villa di Jack Bradshaw, collezionista che, guarda caso, Julian ha trovato cadavere, riverso in un lago di sangue. 
Per fortuna il generale Cesare Ferrari del Nucleo Artistico di Roma, che ne ha viste troppe per fidarsi di un caso all’apparenza così semplice, ha pensato bene di rivolgersi  a Gabriel Allon, ex agente del Mossad.
Amico di vecchia data di Isherwood, Allon accorre subito sulle sponde del lago e non impiega molto a scoprire che la vittima era a capo di un’organizzazione che comprava quadri rubati per poi rivenderli a un facoltoso e anonimo «appassionato d’arte». Un vasto traffico illegale di capolavori della pittura, tra i quali l’inestimabile opera di Caravaggio scomparsa da Palermo nel 1969: la Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi.
Dai boulevard di Parigi ai covi criminali di Marsiglia, dalle coste selvagge della Corsica ai caveaux di Ginevra e di una minuscola banca in Austria, Allon non risparmia luoghi e persone pur di arrivare a scagionare l’improvvido amico.
Dopo il successo de La ragazza inglese, Daniel Silva torna con un altro episodio della serie di Gabriel Allon, «uno degli eroi più affascinanti che il genere thriller abbia mai prodotto» (Philadelphia Inquirer). Un romanzo che mostra tutta la straordinaria abilità dell’autore nell’unire personaggi memorabili, imprevedibili colpi di scena e ambientazioni mozzafiato.

La ragazza inglese

Daniel Silva

Madeline Hart è un astro nascente del partito al governo in Inghilterra. Ventisette anni, telegenica, laureata in economia a Edimburgo, «perspicace e traboccante di energia», è la responsabile delle «campagne sociali» del partito, ma ha tutte le carte in regola per approdare a lidi migliori. Al parlamento, ad esempio, o addirittura a un ministero. L’ultimo venerdì di agosto, però, in fondo a un burrone poco distante dalla villa in Corsica che la giovane donna ha affittato per trascorrervi le vacanze in compagnia di amici, la polizia nazionale francese rinviene il suo scooter. Di lei, invece, nessuna traccia.
Nei primi giorni delle ricerche, la stampa britannica si scatena. Gli inquirenti d’oltremanica brancolano nel buio e i tabloid inglesi non si lasciano sfuggire l’occasione per criticarli.
La scomparsa di Madeline viene presentata come una tragedia nazionale. La sua incredibile ascesa da una casa popolare nell’Essex descritta nei dettagli, la sua vita privata scandagliata minuziosamente. Coi primi freddi dell’autunno, tuttavia, l’interesse per la sua vicenda scema notevolmente. «L’effetto Madeline», così palese nei sondaggi favorevoli al partito al governo, svanisce gradualmente e l’astro nascente della politica britannica diventa un mero ricordo del passato.
Nessuno si curerebbe più della sua triste sorte se un giorno non fosse recapitata alla porta di casa dell’addetto stampa di Downing Street una busta venti centimetri per venticinque, con dentro tre oggetti: un foglio a4, una foto e un dvd, un video in cui una spaventata e stanca Madeline Hart dichiara con riluttanza: «Ho fatto l’amore per la prima volta con il premier Jo nathan Lancaster durante la conferenza del partito a Manchester, nell’ottobre del 2012…».
Per l’MI5, l’intelligence inglese, vi è una sola persona in grado di sbrogliare i fili di quel sequestro e, nello stesso tempo, di proteggere gli interessi del primo ministro: Gabriel Allon, l’ex agente del Mossad con la passione per il restauro di quadri antichi.
Tra agguati, false piste ed enigmi misteriosi, Allon non tarda a comprendere che dietro al rapimento della ragazza si cela un piano ben più pericoloso; un piano che stravolgerà gli equilibri politici dell’intero pianeta, se lui non riuscirà a fermarlo in tempo.
Thriller dalla trama perfetta, piena di colpi di scena, La ragazza inglese, al suo apparire negli Stati Uniti, è schizzato direttamente al numero uno delle classifiche dei libri più venduti.

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