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Daphne Phelps

Daphne Phelps è nata nel 1911 e si è formata alla St. Felix School di Southwold e al St. Anne College di Oxford. Nel 1948, dopo la morte di suo zio, si è trasferita in Sicilia per occuparsi della proprietà da lui lasciata: Casa Cuseni a Taormina. Di recente, le Belle Arti di Messina hanno dichiarato la proprietà di «importanza storica e culturale».

I LIBRI

Una casa in Sicilia

Daphne Phelps

Nel 1900 Robert Hawthorn Kitson aveva ventisette anni e l’aspetto tipico dell’inglese upper class del tempo: alto, occhi azzurri e penetranti, pelle bianchissima e baffi folti, in stile edoardiano. Robert amava dipingere e detestava la sola idea di dover trascorrere il resto della sua vita nell’azienda di progettazione di locomotori dei Kitson. Sicché quando i medici, in seguito a due febbri reumatiche consecutive, gli ordinarono di lasciare l’Inghilterra, partì molto volentieri e, come allora era buona regola nella società britannica, raggiunse le soleggiate sponde del Mediterraneo.
Quando giunse a Taormina, rimase così incantato dalla magica bellezza del paesaggio – un luogo allora incontaminato e molto simile a quello che Goethe, più di cent’anni prima, aveva descritto come «uno stupendo lavoro dell’Arte e della Natura» – che decise di fermarsi e acquistare un appezzamento di dodicimila metri quadri sulla collina. Su quel terreno, in capo a qualche anno, «il pazzo inglese» che, secondo più di un abitante di Taormina, voleva vivere dove non c’era «niente se non maiali e contadini», costruì una delle case più belle della Sicilia. Una casa con un giardino che arrivava quasi alla Madonna della Rocca, e dalla cui terrazza si poteva scorgere in basso la città coi suoi tetti rossi; sotto, il mare e la stretta penisola di Naxos; più in là, la piana di Catania; e oltre ancora, «torreggiante sul vasto paesaggio che si apre all’improvviso», la massa enorme dell’Etna, la cui cima innevata, quando in giardino sia la piscina sia la luna erano piene, si rifletteva sull’acqua tra le colonne rosa coperte di glicine.
Nel 1947, Robert Kitson morì e sua nipote Daphne ereditò «casa Cuseni».
La storia che Daphne Phelps narra in questo libro è la storia di questa casa: dalle origini, quando fu eretta con i massi tolti alla collina, e con il marmo, il legno e la terracotta, trattati secondo un’arte tramandata da secoli, fino al suo periodo aureo, quando tra le sue pareti imbiancate a calce e i suoi antichi mobili dalle stupende venature si aggiravano personaggi come Bertrand Russell e Tennessee Williams, Caitlin Thomas e Roald Dahl, Jocelyn Brooke e Greta Garbo.

Una casa in Sicilia

Daphne Phelps

Nel 1900 Robert Hawthorn Kitson aveva ventisette anni e l’aspetto tipico dell’inglese upper class del tempo: alto, occhi azzurri e penetranti, pelle bianchissima e baffi folti, in stile edoardiano. Robert amava dipingere e detestava la sola idea di dover trascorrere il resto della sua vita nell’azienda di progettazione di locomotori dei Kitson. Sicché quando i medici, in seguito a due febbri reumatiche consecutive, gli ordinarono di lasciare l’Inghilterra, partì molto volentieri e, come allora era buona regola nella società britannica, raggiunse le soleggiate sponde del Mediterraneo.
Quando giunse a Taormina, rimase così incantato dalla magica bellezza del paesaggio – un luogo allora incontaminato e molto simile a quello che Goethe, più di cent’anni prima, aveva descritto come «uno stupendo lavoro dell’Arte e della Natura» – che decise di fermarsi e acquistare un appezzamento di dodicimila metri quadri sulla collina. Su quel terreno, in capo a qualche anno, «il pazzo inglese» che, secondo più di un abitante di Taormina, voleva vivere dove non c’era «niente se non maiali e contadini», costruì una delle case più belle della Sicilia. Una casa con un giardino che arrivava quasi alla Madonna della Rocca, e dalla cui terrazza si poteva scorgere in basso la città coi suoi tetti rossi; sotto, il mare e la stretta penisola di Naxos; più in là, la piana di Catania; e oltre ancora, «torreggiante sul vasto paesaggio che si apre all’improvviso», la massa enorme dell’Etna, la cui cima innevata, quando in giardino sia la piscina sia la luna erano piene, si rifletteva sull’acqua tra le colonne rosa coperte di glicine.
Nel 1947, Robert Kitson morì e sua nipote Daphne ereditò «casa Cuseni».
La storia che Daphne Phelps narra in questo libro è la storia di questa casa: dalle origini, quando fu eretta con i massi tolti alla collina, e con il marmo, il legno e la terracotta, trattati secondo un’arte tramandata da secoli, fino al suo periodo aureo, quando tra le sue pareti imbiancate a calce e i suoi antichi mobili dalle stupende venature si aggiravano personaggi come Bertrand Russell e Tennessee Williams, Caitlin Thomas e Roald Dahl, Jocelyn Brooke e Greta Garbo.

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