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Elizabeth Taylor

Elizabeth Taylor (1912-75) è fra le più amate scrittrici inglesi del Novecento. È autrice di racconti, comparsi su riviste e poi raccolti in volume, di un libro per bambini, Mossy Totter, e di dodici romanzi, tra cui The soul of kindness, Palladian, Angel (Neri Pozza 2007), Mrs Palfrey at the Claremont. La colpa (Neri Pozza 2008) è stato pubblicato postumo nel 1976.

I LIBRI

Angel

Elizabeth Taylor

In uno di quei villaggi dickensiani della vecchia Inghilterra in cui il cielo illividisce sin dalle prime ore del pomeriggio e alle quattro ha già il colore del tabacco da fiuto, vive Angel Deverell, quindicenne con gli occhi verdi, la carnagione bianca e i capelli scuri, e un animo scontroso e indolente, avido di rivalsa e di affermazione.
Nel piccolo universo in cui si aggira, la scuola, la bottega di sua madre, rimasta prematuramente vedova, la casa di sua zia, Angel non riesce a nascondere la sua natura indocile e ribelle: è spesso troppo sprezzante o troppo accondiscendente, in balìa a volte del più freddo distacco e dell’adulazione più spudorata.
Senza vere amiche, con un astioso rapporto con la madre, la ragazza vive in un mondo tutto suo, creato dai suoi sogni e dalle sue fantasticherie. Un mondo in cui occupa un posto centrale Paradise House, la villa nobiliare in cui sua zia lavora al servizio di Madam, una vera lady coi polsi ornati da splendidi granati.
Il destino, però, ha approntato per Angel la più imprevedibile delle svolte.
Un giorno la ragazza decide di trasferire le sue innumerevoli fantasticherie in un romanzo. Grazie al fiuto di un editore di Bloomsbury, capace di intendere il valore commerciale che si cela in quella esplosiva miscela di zucchero e furore, deliquio romantico e scabrosità, l’operà conoscerà un incredibile successo.
Angel sarà celebre e ricca e avrà Paradise House e, soprattutto, avrà Esmé Howe-Nevinson, pittore di talento, bello e scapigliato, capace di scoprire la sua natura e di assoggettarsi volontariamente al suo capriccio.
Asserragliata nel proprio grottesco delirio e nelle stanze di Paradise House, Angel trascorrerà gli anni migliori della sua vita. E, come una primadonna del cinema muto, saprà far fronte ai rovesci che l’esistenza le riserverà affrontando impavida, altera e magnifica un lungo Viale del Tramonto.
Romanzo incluso in una lista delle tredici migliori opere letterarie del dopoguerra pubblicata dallo «Spectator», insieme a capolavori quali Lolita, Herzog e Il signore delle mosche, Angel ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Elizabeth Taylor.

La colpa

Elizabeth Taylor
Nick, pittore di mezz’età, e Amy, sua moglie, sono a Istanbul per una breve vacanza che dovrebbe ricompensare le sofferenze patite da entrambi per una grave malattia di cui Nick è stato vittima. Ma la sua morte improvvisa interrompe bruscamente il viaggio e precipita Amy nella piú assoluta inerzia, inerzia dalla quale prova a soccorrerla Martha, una giovane scrittrice americana appena conosciuta. Accudita da Martha, Amy rientra a Londra, dove ritrova ad accoglierla il figlio James con la moglie e le figliolette, il maggiordomo Ernie e il dottor Lloyd, un amico di famiglia.
Dapprima riluttante, Amy accetta senza entusiasmo la presenza esuberante di Martha, non fosse altro perché con lei il tempo immobile della vedovanza sembra scorrere almeno un po’. Come Amy, anche gli altri personaggi che le ruotano intorno sono stati avari nella vita. Tutti, tranne la stravagante Martha, l’unica capace di gesti tanto impulsivi e gratuiti, quanto sinceri e generosi, e forse per questo giudicata un’intrusa, un’inopportuna: sentimento prevalente in Amy insieme a un fastidioso e insistente senso di colpa, che si troverà a condividere con Simon, il marito di Martha, quando un nuovo, tragico evento li metterà di fronte alla loro desolata e funesta inadeguatezza.
Brillante e graffiante ritrattista, Elizabeth Taylor disvela i lati oscuri dei personaggi che ritrae, sempre caratterizzati dalla reticenza morale che regge l’impalcatura della rispettabilità e del conformismo, dietro cu si celano e prosperano gli orrori e i mostri familiari.
Commedia d’interni che ci fa sorridere e inorridire a un tempo, La colpa fissa in modo indelebile i tratti dei rappresentanti di una società che, dietro l’apparente tolleranza, si rifiuta alla sincerità e generosità, e che sa trasformare ogni senso di colpa in un fastidio di cui disfarsi al più presto, con una vacanza o un nuovo complice.
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