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Françoise Giroud

Françoise Giroud (1916-2003), giornalista, scrittrice e attivista politica di origine ebrea, è stata vicepresidente del Parti radical-socialiste, e due volte Segretario di stato. Ha fondato Elle, nel 1945, e L'Express, nel 1953, con il collega compagno Jean-Jacques Servan-Schreiber.
 

I LIBRI

Storia di una donna libera

Françoise Giroud
«Io sono una donna libera. Sono stata, e dunque posso essere, una donna felice… Esiste qualcosa di più raro al mondo?».
Inizia con queste parole il testo autobiografico che la giornalista Françoise Giroud decide di scrivere nell’estate del 1960 nella casa al mare degli amici Hélène e Pierre Lazareff, a Lavandou; cento chilometri a est di Marsiglia. Ma come può parlare ancora di felicità una donna che ha sofferto «la separazione intollerabile» dall’uomo della sua vita, il collega Jean-Jacques Servan-Schreiber? Come può parlare ancora di libertà dopo essere stata costretta a lasciare il settimanale L’Express, il primo periodico innovativo europeo che lei stessa aveva fondato assieme al compagno; e, soprattutto, dopo la depressione e la fuga forzata da Parigi verso la Provenza e poi verso Capri? Può farlo perché, come dice lei stessa dice, «essere libera vuol dire anche accettare di perdere».
Pubblicato oggi per la prima volta, a cinquant’anni dalla sua stesura – con un’illuminante prefazione dell’amica e collega Alix De Saint-André – Storia di una donna libera non è un manifesto femminista né il classico testo carico di risentimento di una donna in ginocchio, ma l’atto lucido e coraggioso di un'intellettuale che vuole ripercorrere la propria vita allo scopo di esorcizzare il dolore di una perdita ma, soprattutto, lo spettro del fallimento. Dall’infanzia segnata dall’amore di una madre adorata e brillante, seppur responsabile dei dissesti finanziari della famiglia, alle incomprensioni con il padre anticonformista che desiderava un figlio maschio e che morì tragicamente quando Françoise era ancora una bambina; dall’incontro con quella borghesia parigina che la rifiuterà per tutta la vita, alla sua passione per gli uomini, per la politica e per il giornalismo impegnato, fino al suo rapporto polemico con la sua Francia.
Con uno stile ponderato e nervoso che richiama la grande tradizione dei moralisti francesi e una protagonista memorabile – il cui modo di pensare «ricorda quello dell’eroe de Il fantasma esce di scena di Philip Roth» (Le Figaro) – Storia di una donna libera è un libro «urlato e selvaggio», una preghiera di liberazione dalle paure più profonde dell’animo umano. Un testo profondamente emozionante che si pensava fosse andato perduto, e che a dieci anni dalla morte della sua autrice ci consegna il ritratto definitivo di Françoise Giroud: una donna appassionata, un’osservatrice sagace e una delle penne più brillanti del nostro tempo.
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