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George Sand

George Sand è lo pseudonimo letterario assunto da Amandine Aurore Lucile Dupin (1804-1876). Dopo gli esordi (Indiana e Valentine), l'influenza della dottrina socialista di Pierre Leroux le ispirò romanzi come Le compagnon du Tour de France e Consuelo. Amante di Alfred de Musset (di cui scriverà in Elle et lui) e di Chopin, nel 1848 partecipò all'esperienza della Seconda Repubblica scrivendo articoli e pamphlet. La piccola Fadette costituisce, insieme a François le Champi, La palude del diavolo e I maestri suonatori, il cosiddetto ciclo campestre.

I LIBRI

La piccola Fadette

George Sand
Un’oscura credenza vuole che due fratelli gemelli non possano vivere insieme senza danneggiarsi a vicenda, e che spesso solo la morte di uno dei due possa garantire all’altro di crescere bene. Così, quando nella famiglia Barbeau nascono i gemelli Landry e Sylvinet, la levatrice non esita a mettere in guardia i genitori: occorrerà impedire che i due fratelli passino troppo tempo insieme, per far sì che non si affezionino troppo l’uno all’altro e non diventino, emulandosi a vicenda, ancora più identici di quanto già non siano. Ma il consiglio viene presto accantonato e i gemelli, col tempo, diventano inseparabili e pressoché identici.
Anni dopo, quando sono ormai adolescenti, il padre decide che Landry, il più forte e maturo dei due, dovrà andare a servizio presso la tenuta dei Caillaud, in un borgo vicino.
Landry si rassegna all’idea di dover partire da casa. Sylvinet, il più fragile, non riesce, invece, ad accettare che le loro vite debbano prendere strade diverse. Il suo affetto per Landry è così esclusivo e morboso che, quando il fratello lontano da casa si invaghisce della piccola Fadette, una ragazzina del borgo della Cosse, Sylvinet è divorato dalla gelosia.
La Fadette è una piccola vagabonda che gli abitanti del borgo giudicano con un po’ di disprezzo – la considerano brutta, sporca e dispettosa, tanto da soprannominarla «il grillo» – e un po’ di timore, soprattutto per via di quelle voci che corrono sul conto della nonna, un’esperta guaritrice le cui pratiche sono viste come un incrocio di sapere e stregoneria.
La ragazza, invece, benché sia capace di rispondere per le rime a chi la provoca con malizia, ha un carattere mite e generoso: non avendo nulla, si accontenta di poco per essere felice, insegna ai suoi coetanei i rimedi per curare ferite e malanni e rispetta tutte le creature, soprattutto quelle che considera brutte come lei.
Ecco allora dipanarsi i fili di una triplice educazione sentimentale in cui gli inquieti desideri di Landry, Sylvinet e della piccola Fadette si scontrano con i pregiudizi di un mondo in cui «quando due o tre persone ne perseguitano un’altra, tutti vogliono immischiarsi, scagliarle la pietra addosso e parlar male di quest’ultima senza nemmeno sapere il perché».
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