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Gianfranco De Bosio

Gianfranco de Bosio è un regista, sceneggiatore e docente universitario italiano, nato a Verona nel 1924. È stato un esponente di spicco durante la lotta al nazifascismo e membro del Cln provinciale. Finita la guerra, ha dato vita al Teatro dell’Università di Padova. Dal 1957 al 1968 ha diretto il Teatro Stabile di Torino. È stato sovrintendente dell’Ente lirico Arena di Verona per ben due volte. Dal 1998 insegna recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e alla Opera Academy di Verona. Nel 2103 ha pubblicato il saggio Aida 1913- 2013. Storia e immagini dell’Aida più vista al mondo (Il Saggiatore). Attualmente vive a Milano, con la moglie, Marta Egri.
 
 

I LIBRI

La più bella regia

Gianfranco De Bosio
Racchiudere in un libro la vita di Gianfranco de Bosio, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore e docente, è un’impresa mastodontica che soltanto de Bosio poteva tentare, perché significa riassumere la vita stessa dell’Italia dagli anni Venti fino a oggi.
Uomo di profonda e vasta cultura, de Bosio ha scritto pagine rilevanti della storia della regia teatrale del Novecento e dei primi anni del nuovo millennio: nel dopoguerra ha dato vita al primo teatro universitario italiano; all’inizio degli anni Cinquanta ha avuto il non poco coraggio di resuscitare il teatro originale del Ruzante, drammaturgo padovano «dimenticato» da oltre quattro secoli; nel 1951 ha portato per la prima volta sulle scene italiane il teatro epico di Bertolt Brecht e, nel 2013, è stato il regista di quello che è a tutt’oggi lo spettacolo campione assoluto di incassi dell’Arena di Verona, l’Aida, il capolavoro verdiano rappresentato in tutto il mondo.
Raccontando l’artista, de Bosio regala, in queste pagine, l’autoritratto più intimo di se stesso. Un uomo che, nell’intera seconda metà del Novecento, si è dedicato con inestinguibile curiosità alla ricerca artistica, e la cui vita è costellata di incontri straordinari con le massime personalità della cultura del suo tempo: dalla formazione liceale con Dino Formaggio e Alvise Dal Negro, alla guida illuminata di uomini come Egidio Meneghetti e Concetto Marchesi, negli anni tumultuosi e drammatici della Resistenza; dalla stima e dalla spinta intellettuale ricevute dai suoi professori universitari a Padova, Diego Valeri e Manara Valgimigli, alle amicizie, fecondissime sul piano artistico ma non meno fondamentali su quello umano, con Tullio Kezich, Paolo Grassi e Lele Luzzati; Marcel Marceau, Jacques Lecoq e Jean Vilar; Mario Luzi e Primo Levi, Anthony Burgess e Burt Lancaster, Franco Parenti e Luca Ronconi. Incontri, sodalizi spirituali che, uniti agli amori e agli affetti, hanno fatto della vita di Gianfranco de Bosio la sua «più bella regia».
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