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Giorgio Agamben

Giorgio Agamben si è dimesso dall’insegnamento di filosofia teoretica nell’Istituto universitario di Architettura di Venezia. Tra le sue opere pubblicate da Neri Pozza: Il Regno e la Gloria (2005), La potenza del pensiero (2010), Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (2011), L’uso dei corpi (2015). Dirige per Neri Pozza la collana «La quarta prosa».

I LIBRI

Il Regno e la Gloria. Per una genealogia teologica dell'economia e del governo

Giorgio Agamben

Con questo nuovo libro, l’indagine sulla genealogia del potere iniziata da Agamben dieci anni fa con Homo sacer giunge a uno snodo decisivo. Due domande scandiscono il campo della ricerca: 1) perché il potere ha assunto in occidente la forma di un’«economia», cioè di un governo degli uomini e delle cose? 2) perché, se il potere è essenzialmente governo, esso ha bisogno della gloria, cioè di tutto quell’apparato cerimoniale e liturgico che l’accompagna fin dall’inizio?
Cercando di rispondere, sulle tracce di Michel Foucault, alla prima domanda, Agamben scopre che, nei primi secoli della storia della chiesa, per conciliare il monoteismo con le tre persone, la dottrina della Trinità viene introdotta nella forma di una «economia» della vita divina, come un problema di gestione e di governo della «casa» celeste e del mondo. Agamben mostra che, fondendosi con l’idea di provvidenza, questo paradigma «teologico-economico» è inaspettatamente all’origine di molte delle categorie fondamentali della politica moderna, dalla teoria democratica della divisione dei poteri fino alla dottrina strategica degli «effetti collaterali», dalla «mano invisibile» del liberalismo smithiano fino alle idee di ordine e sicurezza. Ma la novità forse più grande che emerge dalla ricerca è che il potere moderno non è soltanto «governo», ma anche «gloria» e che gli aspetti cerimoniali, liturgici e acclamatorii che siamo abituati a considerare come un residuo del passato costituiscono invece tuttora la base del potere occidentale.
Attraverso un’analisi affascinante delle acclamazioni liturgiche e dei simboli cerimoniali del potere, dal trono alla corona, dalla porpora ai fasci littori, Agamben costruisce un’inedita genealogia che getta una luce nuova sulla funzione del consenso e dei media nelle democrazie moderne. Un libro che rinnova profondamente tutta la nostra visione della politica.

Angeli. Ebraismo Cristianesimo Islam

Giorgio Agamben, Emanuele Coccia

Teologi e filosofi, poeti e pittori non hanno mai cessato di interrogarsi sulla natura degli angeli. La loro immagine insieme splendida ed estenuata, pensierosa e feroce è penetrata così profondamente, oltre che nelle preghiere e nelle liturgie quotidiane dell'occidente, nella filosofia, nella letteratura, nella pittura, nella scultura, ma anche nei sogni a occhi aperti, nelle sottoculture e nel Kitsch, che una comprensione anche semplicemente coerente dell'argomento sembra impossibile. In che modo comunicano fra loro e con gli uomini di cui si prendono cura? Hanno un vero corpo o una specie di manichino che ogni volta assumono e lasciano cadere? Qual è il loro sesso? Sono capaci di sentimenti, possono ridere o piangere? Ma, soprattutto, qual è la loro funzione nel governo divino del mondo?
Divisa in tre sezioni corrispondenti alle tre grandi religioni del Libro – Ebraismo, Cristianesimo, Islam – questa antologia riunisce per la prima volta in una accurata presentazione critica i testi più significativi mai scritti sugli angeli, da Origene a Tommaso d'Aquino, dalla Bibbia a Maimonide, da Avicenna al sufismo. Ne esce un'immagine completamente nuova, in cui le delicate creature alate che ci sorridono dai quadri di Giovanni Bellini mostrano improvvisamente i tratti terribili della milizia divina e quelli loschi di una sterminata burocrazia celeste, che tiene nelle sue mani non solo le fila dei rapporti fra il divino e l'umano, ma anche la stessa posta in gioco della politica occidentale.

Angeli. Ebraismo Cristianesimo Islam

Giorgio Agamben, Emanuele Coccia
Teologi e filosofi, poeti e pittori non hanno mai cessato di interrogarsi sulla natura degli angeli. La loro immagine insieme splendida ed estenuata, pensierosa e feroce è penetrata così profondamente, oltre che nelle preghiere e nelle liturgie quotidiane dell'occidente, nella filosofia, nella letteratura, nella pittura, nella scultura, ma anche nei sogni a occhi aperti, nelle sottoculture e nel Kitsch, che una comprensione anche semplicemente coerente dell'argomento sembra impossibile. In che modo comunicano fra loro e con gli uomini di cui si prendono cura? Hanno un vero corpo o una specie di manichino che ogni volta assumono e lasciano cadere? Qual è il loro sesso? Sono capaci di sentimenti, possono ridere o piangere? Ma, soprattutto, qual è la loro funzione nel governo divino del mondo?
Divisa in tre sezioni corrispondenti alle tre grandi religioni del Libro – Ebraismo, Cristianesimo, Islam – questa antologia riunisce per la prima volta in una accurata presentazione critica i testi più significativi mai scritti sugli angeli, da Origene a Tommaso d'Aquino, dalla Bibbia a Maimonide, da Avicenna al sufismo. Ne esce un'immagine completamente nuova, in cui le delicate creature alate che ci sorridono dai quadri di Giovanni Bellini mostrano improvvisamente i tratti terribili della milizia divina e quelli loschi di una sterminata burocrazia celeste, che tiene nelle sue mani non solo le fila dei rapporti fra il divino e l'umano, ma anche la stessa posta in gioco della politica occidentale.
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