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Harumi Setouchi

Harumi Setouchi è nata nel 1922 a Tokushima, antica ed elegante città dell’isola Shikoku. Nel 1973, dopo un’esistenza intensamente vissuta (un marito, una figlia, una travolgente storia d’amore con un giovane studente, un lungo soggiorno in Cina) ha deciso di diventare monaca e si è ritirata nel tempio della protagonista della Virtù femminile, nella quiete dei boschi di bambù di Saga, a ovest di Kyoto. Oltre a La virtù femminile, presso Neri Pozza ha pubblicato Il monte Hiei.

I LIBRI

Il monte Hiei

Harumi Setouchi

È una splendida giornata di sole oggi nel tempio Chuzon, nella regione giapponese del Tohoku. La luce illumina gli aceri, il muschio e la sabbia bianca del giardino, e un canto pieno di energia risuona nel padiglione in cui Toshiko è appena entrata.
In un angolo, su un tavolino coperto da un panno bianco, circondato da un paravento dorato, sono posati in fila ordinata un rasoio, un catino, una caraffa, un portaprofumo e della carta per avvolgere i capelli. È il luogo della «tonsura», dove tra un po' Toshiko, scrittrice famosa per l'eleganza della sua scrittura e del suo portamento, e per la sua tormentata vita sentimentale, si farà rasare la testa, nella cerimonia che precede la vestizione e l'iniziazione alla vita monacale. Il mondo è tranquillo, e la pace regna nel tempio così vicino a uno dei luoghi più sacri del buddhismo, ma non così nel suo cuore. Toshiko ha raggiunto quella terra sconosciuta per prendere i voti ed eliminare una volta per tutte dal suo cuore l'arroganza e la presunzione. Ora, però, per la prima volta è colta dalla tristezza.
Ogni donna è segretamente orgogliosa di una parte del proprio corpo che mostra con fierezza. Per Toshiko questa parte sono i suoi lunghi capelli che la scaldano come una veste fluttuante e che, con la loro freschezza, hanno assorbito la febbre dal corpo di un uomo e coperto le reni gelate di un altro; quei capelli che l'uomo cui è legata da un amore travolgente, passionale e distruttivo, l'«uomo sposato» che non può nominare senza sentire una fitta al cuore, le ha tirato al momento di separarsi, l'ultima volta che si sono visti. Vivido e intenso, Toshiko risente il dolore e, insieme, la tristezza di quel gesto…
«Alcuni dei miei più cari amici, come Mishima e Kawabata», ha dichiarato Harumi Setouchi, l'autrice di queste pagine, «avevano scelto il suicidio come forma di ribellione… Io ho deciso di morire al mondo pur rimanendo viva. Ho scelto di diventare monaca per cercare di raggiungere una visione più vasta dell'esistenza».
Il monte Hiei è la storia di questa scelta, il racconto di come l'«amore passionale e possessivo» possa trasformarsi nel più puro «amore spirituale verso Dio e l'umanità». Con la sua impeccabile scrittura, che penetra nei pensieri e nei sentimenti più nascosti dell'animo femminile, Harumi Setouchi ci parla del coraggio di una donna che osa seguire fino in fondo, e in ogni circostanza, soltanto ciò che le detta il cuore.

La virtù femminile

Harumi Setouchi

È un pomeriggio d'estate, verso la fine dell'era Meiji (1912 circa), nel quartiere dei piaceri di Osaka. Nella stanza d'ingresso della rinomata casa da tè Tsuijiiro, una bambina di incantevole bellezza ha appena finito di danzare sul pavimento di terra battuta. È arrivata in risciò, in compagnia di un uomo che, durante il percorso,non ha fatto altro che celebrarle le virtù delle maiko, le allieve-geishe, che indossano «meravigliosi kimono», hanno «tutto il denaro che vogliono», «infilano anche dieci anelli alle dita» e «gustano i cibi più prelibati». Sotto lo sguardo attento delle geishe, riccamente abbigliate nei loro sgargianti kimono, la bambina ha mostrato tutte le sue incerte e acerbe movenze, e ora vorrebbe soltanto scappare da quel luogo, allontanarsi al più presto dalla casa da tè. I suoi occhi sono rivolti all'ingresso quando, all'improvviso, la stanza è invasa da «una splendida ondata di colori». Una maiko, con un kimono dalle lunghe falde che sembra un «meraviglioso mazzo di fiori», e spilloni d'argento che le pendono dai capelli e scintillano come se concentrassero «ogni raggio di luce», è apparsa sulla soglia…
Così, apprendiamo dalle pagine di questo libro, ha inizio l'irripetibile vita di Tami: da un'apparizione fatale che la spinge irrefrenabilmente a desiderare di essere una maiko e, dopo essere stata acquistata dalla più famosa okiya (casa di geishe) di Kyoto, a diventare una delle più ricercate geishe giapponesi, ammirata e amata da nobili, industriali, uomini politici.
Romanzo che ci conduce nelle stanze segrete dell'animo femminile, là dove la «virtù» contempla anche il coraggio della trasgressione e la forza di imporre il desiderio, La virtù femminile ci restituisce anche, attraverso la narrazione della vita di Tami, l'irrisolto conflitto tra tradizione e modernità che ha caratterizzato, e seguita tuttora a farlo, il Giappone moderno.
Tami ama i kimono dalle falde larghe che si agitano «come una marea che si ritiri da una spiaggia», ama truccarsi come «una marionetta del Bunraku» e ubbidire ai riti più sottili dell'arte di essere una geisha, ma non esita a fuggire con il suo amante a Hollywood, a vestirsi all'occidentale, a gettarsi tra le braccia di una giovane ereditiera americana, a invaghirsi di un giovane studente a Parigi e, infine, a ritirarsi in un piccolo tempio tra i boschi di bambù di Saga e, col nome di Loto della Saggezza, condurre una rigorosa vita monacale e lasciare ancora nutrirsi alla fiamma del desiderio soltanto i suoi bellissimi occhi.

La virtù femminile

Harumi Setouchi

È un pomeriggio d'estate, verso la fine dell'era Meiji (1912 circa), nel quartiere dei piaceri di Osaka. Nella stanza d'ingresso della rinomata casa da tè Tsuijiiro, una bambina di incantevole bellezza ha appena finito di danzare sul pavimento di terra battuta. È arrivata in risciò, in compagnia di un uomo che, durante il percorso,non ha fatto altro che celebrarle le virtù delle maiko, le allieve-geishe, che indossano "meravigliosi kimono", hanno "tutto il denaro che vogliono", "infilano anche dieci anelli alle dita" e "gustano i cibi più prelibati". Sotto lo sguardo attento delle geishe, riccamente abbigliate nei loro sgargianti kimono, la bambina ha mostrato tutte le sue incerte e acerbe movenze, e ora vorrebbe soltanto scappare da quel luogo, allontanarsi al più presto dalla casa da tè. I suoi occhi sono rivolti all'ingresso quando, all'improvviso, la stanza è invasa da "una splendida ondata di colori". Una maiko, con un kimono dalle lunghe falde che sembra un "meraviglioso mazzo di fiori", e spilloni d'argento che le pendono dai capelli e scintillano come se concentrassero "ogni raggio di luce", è apparsa sulla soglia…
Così, apprendiamo dalle pagine di questo libro, ha inizio l'irripetibile vita di Tami: da un'apparizione fatale che la spinge irrefrenabilmente a desiderare di essere una maiko e, dopo essere stata acquistata dalla più famosa okiya (casa di geishe) di Kyoto, a diventare una delle più ricercate geishe giapponesi, ammirata e amata da nobili, industriali, uomini politici.
Romanzo che ci conduce nelle stanze segrete dell'animo femminile, là dove la "virtù" contempla anche il coraggio della trasgressione e la forza di imporre il desiderio, La virtù femminile ci restituisce anche, attraverso la narrazione della vita di Tami, l'irrisolto conflitto tra tradizione e modernità che ha caratterizzato, e seguita tuttora a farlo, il Giappone moderno.
Tami ama i kimono dalle falde larghe che si agitano "come una marea che si ritiri da una spiaggia", ama truccarsi come "una marionetta del Bunraku" e ubbidire ai riti più sottili dell'arte di essere una geisha, ma non esita a fuggire con il suo amante a Hollywood, a vestirsi all'occidentale, a gettarsi tra le braccia di una giovane ereditiera americana, a invaghirsi di un giovane studente a Parigi e, infine, a ritirarsi in un piccolo tempio tra i boschi di bambù di Saga e, col nome di Loto della Saggezza, condurre una rigorosa vita monacale e lasciare ancora nutrirsi alla fiamma del desiderio soltanto i suoi bellissimi occhi.

La fine dell'estate

Harumi Setouchi

La fine dell’estate è il primo romanzo, nella letteratura giapponese moderna, a narrare senza reticenze, con una sincerità quasi brutale, di un burrascoso, romantico e scandaloso triangolo amoroso.
Tomoko è una giovane donna raffinata e piena di grazia e attenta ai doveri della tradizione. Si è sposata seguendo la secolare consuetudine dell’o-miai, il matrimonio combinato, con Sayama, giovane professore universitario che ha ricevuto un incarico a Pechino. Nella capitale straniera, Tomoko assolve con scrupolo i suoi compiti di moglie, accudisce la casa, cura la vita pubblica di Sayama ricevendo i suoi giovani allievi. Il suo inappuntabile comportamento esteriore cela, però, il piú grande tumulto interiore: un cuore pronto a concedersi alla passione piú sfrenata, e dei sensi che aspettano solo di accendersi e bruciarsi in un niente.
Il giorno, perciò, in cui Ryōta, uno degli allievi di Sayama, le rivela di essere incantato dalla sua grazia così priva del distacco delle «signore della sua età» (Ryōta ha sei anni di meno), Tomoko scioglie i ceppi della sua innata passionalità, abbandona il tetto coniugale e va a vivere con il giovane studente. Seguendo l’antica legge per la quale piú sfrenata è la passione piú sfiorisce celermente l’amore, il primo incontro tra Tomoko e Ryōta dura un’intensa breve stagione. Rimasta sola, alla deriva tra i marosi della vita, Tomoko va a vivere a Kyoto, l’antica capitale, dove frequenta una scuola di tintura tradizionale di tessuti. Dopo aver acquisito un’indiscussa maestria nel tingere d’indaco e altri magnifici colori le stoffe per lussuosi kimono, si trasferisce a Tokyo, dove incontra Shingo, un autore di romanzi di scarso successo che da anni vive una vita di stenti in compagnia di moglie e figlia. Con Shingo stringe una relazione alimentata da affetto tenace e forza delle abitudini, una relazione che va avanti per otto anni indisturbata, finché non compare di nuovo Ryōta a creare scompiglio.
Romanzo autobiografico, La fine dell’estate è una di quelle rare opere che illuminano i conflitti del Giappone moderno. Attraverso i moti del cuore di Tomoko, redenzione e cedimento al caos della vita, sentimento e sensualità, smania moderna e rispetto della tradizione, ribellione e sentimento di colpa svelano in queste pagine la loro intima complicità.

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