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Jenna Blum

Jenna Blum è l'autrice di Quelli che ci salvarono (Neri Pozza, 2007), New York Times bestseller, vincitore del Ribalow Prize 2005. Ha frequentato il Kenyon College e la Boston University, dove ha tenuto corsi di scrittura per cinque anni; è stata inoltre redattrice della rubrica dedicata alla fiction della rivista letteraria AGNI. Cacciatori di tempeste è nato dalla sua personale esperienza di cacciatrice di tornado, durata ben cinque anni, come membro della Tempest Tours.

I LIBRI

Quelli che ci salvarono

Jenna Blum

È un giorno del 1942 a Weimar in Germania. Un giorno di calma anormale, quando l’Obersturmführer, l’ufficiale nazista, fa il suo ingresso nella panetteria di Mathilde Staudt, dove Anna si è rifugiata con la piccola Trudie, la bambina avuta da Max Stern, il medico ebreo.
Il dottor Max Stern, anzi «il bravo dottor Max Stern», come lo chiamano a Weimar, è stato arrestato dalla Gestapo per attività sovversiva e rinchiuso a Buchenwald, nel campo costruito nei boschi attorno alla città.
Non manda messaggi da mesi e, quando pensa a lui, Anna non può scacciare dalla mente il pensiero dei tanti modi che uno ha per morire a Buchenwald: dissenteria, impiccagione, malnutrizione, i capricci omicidi dei kapò, il semplice sfinimento per il lavoro nel fango e nella neve…
L’Obersturmführer, un uomo enorme dall’andatura affettata, gli occhi chiari come quelli di un cane da slitta, attraversa la stanza e annuncia con agghiacciante tranquillità quello che Anna temeva di sentire: che lei è sospettata di attività sovversiva dal momento che Mathilde Staudt, die Dicke, la fornaia grassona che la proteggeva e che portava i dolci e il pane ai prigionieri del campo, è stata scoperta con un carico di armi nascosto sotto al pane e destinato ai nemici della società, ai criminali politici, agli assassini.
Anna balbetta qualche menzogna credibile, quando l’Obersturmführer si dirige deciso verso di lei, la prende per il mento, le infila in bocca il pollice che odora di sigarette, serra le mani sulle sue guance e, affondando le dita nella carne, agita la lingua nella sua bocca.
È l’istinto di sopravvivenza, o forse la conoscenza innata di un antico sistema di baratto, che spinge Anna a portare l’ufficiale nazista nel vecchio letto di Mathilde. L’Obersturmführer non si disturba a spogliarsi: si scrolla di dosso il cappotto, grugnisce e si allunga sopra di lei. Quando ha finalmente concluso, dice che verrà una volta la settimana per fare l’inventario del pane. E verrà da solo.
Anna è salva… Salvata dal nemico.
Ma non si finisce forse con l’amare sempre coloro che ci salvano?
Romanzo che penetra nel lato oscuro del desiderio, dove il senso di colpa cede all’intensità stessa del sentimento, Quelli che ci salvarono ci offre uno straordinario ritratto di donna «la cui umanità non si irrigidisce mai in un’astratta perfezione» (San Francisco Chronicle).

Cacciatori di tempeste

Jenna Blum
Karena Hallingdahl, trentotto anni appena compiuti e un matrimonio alle spalle, lavora nella redazione del Minneapolis Ledger. Un lavoro di routine, fatto di articoli sulla vita locale e sulla gastronomia norvegese, in omaggio alle origini di una buona fetta della popolazione del Minnesota, terra di pionieri scandinavi fin dalla fine del XIX secolo.
Nei momenti liberi, Karena va sul sito dello Storm Prediction Center a scrutare le nuvole verdi generate dal computer, sperando di scorgere là sotto Charles, il fratello gemello sparito da anni dalla sua vita.
Charles è biondo e ha la pelle chiara come Karena ma, diversamente da lei, è un tipo geniale e folle che alterna stati di depressione ed euforia in un baleno, e che, soprattutto, coltiva un’unica, irrefrenabile passione: dare la caccia alle tempeste, arrivare lì dove il tornado si annuncia con il tramonto più spettacolare che vi sia, per inseguirne poi la cavalcata distruttiva. Una passione che ha segnato la sua vita e quella di Karena, legandole per sempre col sigillo di un segreto inconfessabile.
Un giorno di quasi vent’anni prima, infatti, Charles si è inoltrato con sua sorella in un bosco dell’Iowa inseguendo una tempesta a bordo di una jeep. In preda a uno dei suoi stati euforici, guidava veloce sotto la grandine, così veloce che non si è nemmeno accorto di aver urtato e ucciso un motociclista.
Karena l’ha visto l’uomo, immobile sotto la sua moto piena di cromature, i capelli lunghi sparsi nel fango. Ma ha taciuto, non ha proferito parola con lo sceriffo, ha scelto il silenzio, come le suggeriva Charles, un silenzio che le è gravato per anni sul cuore e che ora la opprime ancora di più.
Una telefonata inattesa dal Kansas la raggiunge, infatti, nella sua casa a Edina: Charles ha appena lasciato la clinica psichiatrica di Wichita e disperso le proprie tracce. Per Karena è l’inizio di un viaggio impervio alla volta del fratello geniale e folle. Un viaggio in cui prenderà parte a uno dei più avventurosi Whirlwind tours, i più rinomati nella caccia alle tempeste, conoscerà Kevin, l’affascinante guida dai capelli castani e un odore familiare, e, soprattutto, si imbatterà nell’amato, odiato fratello.
Romanzo in cui vibrano la caotica bellezza della natura e l’imprevedibilità del cuore umano, Cacciatori di tempeste costituisce una splendida conferma del talento di Jenna Blum, una scrittrice capace di unire azione e sentimento nella sua serrata e impeccabile scrittura.
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