Neri Pozza Editore | Joanna Rakoff
 
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Joanna Rakoff

Joanna Rakoff è una scrittrice, giornalista e critica americana. Collabora con varie testate, tra cui il New York Times, il Los Angeles Times, il Washington Post Book World, il Boston Globe e Vogue. Il suo romanzo d’esordio, A Fortunate Age, ha vinto il Goldberg Prize for Jewish Fiction by Emerging Writers e l’Elle Readers’ Prize. Alcune sue poesie sono apparse sulla Paris Review e sulla Kenyon Review. Vive a Cambridge, in Massachusetts.

I LIBRI

Un anno con Salinger

Joanna Rakoff
Gonna e maglioncino da ragazza perbene, stile Sylvia Plath allo Smith College, ogni mattina Joanna Rakoff si reca sulla Quarantanovesima ed entra nel palazzo stretto e anonimo in cui ha sede l’agenzia letteraria dove lavora. Un’agenzia antica, prestigiosissima, probabilmente la piú antica tra quelle ancora in attività nella metà degli anni Novanta a New York. Lí sta seduta tutto il giorno, con le gambe accavallate su una poltroncina girevole a rispondere agli ordini del suo capo, la «direttrice» dalle dita lunghe, snelle, bianche che si accende una sigaretta dietro l’altra con un’enfasi degna di Lauren Bacall.
Ogni frase, ogni gesto e commento della direttrice, e di Olivia, Max e Lucy – gli agenti, un distillato del fascino démodé dell’Agenzia con le loro presentazioni al KGB Bar, e la loro vita fatta di una sequenza infinita di feste – le rammentano che l’agenzia non è solo un’azienda, ma uno stile di vita, una cultura, una comunità, una casa. Qualcosa di piú simile a una società segreta o a una religione, con dei rituali ben definiti e delle divinità da adorare: Fitzgerald, una sorta di semidio; Dylan Thomas, Faulkner, Langston Hughes e Agatha Christie, divinità minori e, alla guida del pantheon, la piú pura, assoluta divinità, lo Scrittore rappresentato da sempre dall’agenzia: Jerry, alias J.D. Salinger.
Avvezza già all’era digitale dei Macintosh nella New York della metà degli anni Novanta, Joanna viene spedita davanti a un dittafono, un aggeggio degli anni Cinquanta deliziosamente arcaico e, insieme, sinistramente futuribile, e poi di fronte a una macchina da scrivere, a battere lettere sulla carta intestata dell’Agenzia – cento grammi, giallastra, di un formato piú piccolo del normale –, lettere indirizzate ai fan dell’autore del Giovane Holden, che contengono un testo standard: «Come forse saprà, il signor Salinger non desidera ricevere posta dai lettori, quindi non possiamo inoltrargli il suo cortese messaggio...»
I destinatari rappresentano la vasta costellazione degli holdeniani: pazzi che sproloquiano del giovane Caulfield in pagine scarabocchiate a matita; studentesse che dichiara no il loro amore per l’eroe salingeriano; adolescenti spossati dalla tirannia del mondo materiale.
Può, però, una luminosa ragazza con ambizioni poetiche fare semplicemente da «buttafuori editoriale»? Di nascosto dalla direttrice, Joanna decide di dedicarsi anima e corpo alla posta del cuore di Jerry, parlando in prima persona e firmandosi con il nome e cognome dell’autore.
Finché, in «un pomeriggio ventoso di novembre, un uomo alto e magro» fa il suo ingresso in agenzia: Jerry, alias J.D. Salinger in persona. Vera storia dell’anno trascorso da Joanna Rakoff nell’agenzia dell’autore del Giovane Holden, Un anno con Salinger illumina il mondo scomparso dell’editoria newyorchese e costituisce, insieme, una brillante dichiarazione d’amore per la letteratura.
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