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John Keay

John Keay è autore di libri di grande successo, quali India: A History, The Honourable Company, una storia della Compagnia delle Indie Orientali, e Last Post. Vive in Scozia e, insieme a Julia Keay, cura la «Collins Encyclopaedia of Scotland». Quando uomini e montagne si incontrano (Neri Pozza 2005), la prima storia delle esplorazioni himalayane, è stato un best seller internazionale.

I LIBRI

Quando uomini e montagne si incontrano

John Keay

Come non si poteva andare a Berlino senza aver letto Goodbye to Berlin di Cristopher Isherwood o ad Alessandria d'Egitto senza la guida di E. M. Forster e, più tardi, senza aver magari imparato a memoria qualche linea del Quartetto di Alessandria di Lawrence Durrell, così, subito dopo l'apertura della Karakoram Highway, chi partiva dall'Italia diretto verso le Western Himalayas, quasi sempre verso la prima metà di giugno quando cominciavano ad aprirsi i passi himalayani, non poteva non avere con sé, insieme a un paio di scarponi leggeri, una camicia di flanella e uno zaino di solida tela, i racconti di Rudyard Kipling e una copia di Quando uomini e montagne si incontrano di John Keay.
Gigantesca barriera naturale che, fin da Marco Polo, ha impedito l'accesso alle favolose città orientali, per più di mezzo secolo le Western Himalayas sono state meta di viaggiatori eccentrici: mercanti che cercavano la via per penetrare dall'Asia centrale in Cina, spie e avventurieri, richiamati dall'importanza strategica e politica della regione, soldati di ventura, viandanti cinici e distaccati, esploratori entusiasti e coraggiosi, attratti dalla magnificenza delle vette.
Da sempre, perciò, le storie provenienti da questa parte del mondo hanno irradiato intorno a loro un fascino straordinario, a volte inversamente proporzionale alla loro attendibilità.
John Keay è stato il primo a tagliare con il machete nella giungla darwiniana costruita dalle storie inventate e dai racconti mitici, con il risultato di ridare vita a una grande ed epica impresa durata più di mezzo secolo: la scoperta della più imponente catena montuosa del mondo, e ad un tempo di restituirci una straordinaria, e spesso davvero esilarante, galleria di personaggi: da William Moorcroft al barone Carl von Hugel, da Alexander Gardiner a Douglas Forsyth.

La via delle spezie

John Keay

Affermare che le spezie siano responsabili dell’esplorazione del nostro pianeta può a prima vista apparire come uno di quei paradossi utili per conversare di storia nei salotti. Mai però paradosso corrisponde alla realtà come in questo caso.
Nel corso dei secoli, infatti, i sovrani hanno messo in gioco il loro prestigio, i navigatori rischiato le loro vite, non nella ricerca dell’oro o nella brama di potere, ma per ridistribuire a volte una quantità minima di quei prodotti vegetali che appaiono oggi inessenziali e quasi irrilevanti.
Che si trattasse di andare oltre i confini del mondo conosciuto verso est, come per Vasco de Gama, o verso ovest, come per Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano, i grandi pionieri del Rinascimento navigarono sempre e comunque in cerca di spezie.
La scoperta delle Americhe, della circumnavigazione dell’Africa e di quel collegamento mancante nella circonferenza del mondo che fu il Pacifico, furono, perciò, tutte conseguenze inaspettate dell’ossessiva ricerca di odori forti e fragranze. Come anche lo sviluppo dell’ingegneria navale, della scienza della navigazione e di quella balistica che, col tempo, diede alle potenze marinare dell’Europa occidentale la superiorità sulle altre nazioni e la possibilità della fondazione di un impero.
Come una saga esotica e avventurosa, La via delle spezie trasporta il lettore nel cuore di questa straordinaria vicenda, nelle guerre che da esse scaturirono, nell’epica dell’esplorazione che essa inaugurò.
Epico è anche il libro di John Keay, il più importante contributo mai apparso sulla via delle spezie: un volume che abbraccia tre millenni di storia e la geografia del mondo intero.

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