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Jon McGregor

Jon McGregor è nato alle Bermuda nel 1976. Dopo aver studiato a Bradford, vive oggi a Nottingham. Se nessuno parla di cose meravigliose (Neri Pozza, 2003) è il suo primo romanzo, selezionato nella long-list del Booker Prize e scritto sulla barca sulla quale McGregor ha vissuto per due anni.

I LIBRI

Se nessuno parla di cose meravigliose

Jon McGregor

È un pomeriggio tiepido dell’ultimo giorno d’estate e, nella sua stanza al numero diciotto, un ragazzo sta riponendo con cura in una scatola le sue cose. Qualche porta più in là, una giovane donna sta impacchettando i suoi averi, anche se non sa dove andare. All’altro lato della strada, un padre e una madre stanno sgattaiolando nella loro camera da letto; dei ragazzi, grandi scarpe da ginnastica, calzoni militari e capelli tinti, si sono appena svegliati, la testa ancora colma di musica, colori e ormoni della notte; al numero venticinque, un uomo, in cima a una scala, sta dipingendo con maniacale attenzione le sue finestre di un bellissimo celeste, delicato come la luce dell’aurora; una donna, affacciata a un balcone, sta sbattendo una coperta; più in là ancora, voci, suoni, odori, barbecue… Sembra un pomeriggio qualunque in una strada qualunque.
Ma tra un po’ tutta la strada apparirà come un quadro vivente fatto di bocche spalancate: la coperta della donna affacciata al balcone penzolerà immobile come un gonfalone, il pennello dell’uomo al numero venticinque lascerà per terra una lunga scia celeste, il ragazzo al numero diciotto scatterà come uno sprinter dopato… Poiché questo è un giorno eccezionale, un giorno in cui un tragico istante svelerà le cose meravigliose di cui nessuno parla…
Come su polaroid dai colori tenui e magici, così Jon McGregor, il giovane talento della letteratura inglese, «acclamato dalla critica come il nuovo Ian McEwan», ritrae in questo romanzo l’esistenza della gente comune. Più di ogni altra cosa, colpisce in queste pagine la sua lingua, capace di illuminare, come raramente accade, l’assoluta poeticità dei sentimenti ordinari e di «restituirci il semplice miracolo della vita» (The Glasgow Herald).

Diversi modi per ricominciare

Jon McGregor

C’era ancora la guerra il giorno in cui Mary prese la nave per l’Inghilterra. Sulla nave si sistemò in un cantuccio, i due fratelli uno di fronte all’altro, lei con la testa poggiata sulla spalla del padre, la guancia sul cappotto che sapeva di terra e fumo di torba e dell’aria fredda e pulita dell’Irlanda. A Liverpool, il padre e i fratelli la misero sul treno per Londra e se ne andarono.
Mary arrivò a Hampstead, nella casa dove doveva prendere servizio, la sera in cui avevano appena bombardato il deposito degli autobus. Raggiunse la sua stanza all’ultimo piano, ordinò i vestiti in un baule sotto il letto e cominciò la sua nuova vita.
Puliva i camini, scrostava pentole e tegami, scarpe e gradini, lavava, stendeva e stirava il bucato, accendeva il fuoco in tutte le stanze. Era giovane e bella, e la governante la spediva spesso nella stanza del padrone di casa.
Qualche mese dopo, Mary cominciò a indossare vestiti più larghi, a mangiare poco e a smettere di andare al cinematografo. E un giorno, dopo aver lasciato sul letto un biglietto che non diceva niente e un mese di stipendio, prese l’autobus per l’ospedale, dove partorì un bambino che, appena nato, le fu portato via.
È passato molto tempo da allora e Mary non si è più mossa dall’Irlanda, ha avuto quattro figli, li ha visti crescere e diventare adulti, li ha visti prendere moglie e marito e mettere su casa, ma non ha mai smesso un solo istante di sperare che il figlio perduto attraversasse un giorno il mare per venire da lei.
Quello che Mary non sa è che quel giorno è finalmente arrivato. Un inglese, con una borsa piena di documenti, fotografie, lettere e vecchi fogli di giornale, si appresta, infatti, a presentarsi al suo cospetto con la faccia seria che lei ha sempre immaginato e sognato…
Romanzo in cui il tema della ricerca dell’origine si dipana attraverso le mille vicissitudini di una vita che, come la vita di ognuno, è semplice e straordinaria a un tempo, Diversi modi per ricominciare costituisce una splendida conferma del talento di Jon McGregor, un autore capace di «una prosa che incanta» (The Times Literary Supplement).

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