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Mario Fales

Mario Fales è ordinario di storia del Vicino Oriente Antico all’Università di Udine. Il suo ultimo libro, Saccheggio in Mesopotamia, finalista al premio di Viareggio, racconta la storia del museo di Baghdad dalla nascita fino a Saddam. 

I LIBRI

Quel treno per Baghdad

Stefano Malatesta, Francesco Alliata, Stenio Solinas, Giuseppe Cederna, Maurizio Tosi, Matteo Pennacchi, Diego Planeta, Boris Biancheri, Mario Fales
Irresistibilmente attratta dalle circostanze della vita in cui gli esseri umani – e le loro esistenze, i loro sogni e le loro speranze – si mescolano insieme, la letteratura non poteva sottrarsi al fascino dei treni, mezzi di trasporto in cui l’immaginazione, e non di rado la realtà, hanno generato da sempre mirabolanti avventure.
Non stupisce perciò che, dopo aver curato una raccolta di racconti di suspense ambientati in treno, Stefano Malatesta abbia deciso di mettere insieme delle storie che ruotano questa volta attorno al récit de voyage in treno, vale a dire quel genere letterario in cui il viaggio si fa racconto di una vicenda realmente vissuta o di un accadimento reale, con il suo corollario di incontri, emozioni ed esperienze fuori dell’ordinario.
Abbiamo così, in questa raccolta, il principe Alliata che ricorda un viaggio su una ferrovia a scartamento ridotto in Sicilia per raggiungere le miniere di zolfo di proprietà della famiglia, quando lui era appena un ragazzo; Boris Biancheri, il segretario generale della Farnesina scomparso di recente, che narra del libro più bello del mondo: l’orario ferroviario; Giuseppe Cederna che racconta del viaggio, su un Settebello lanciato a tutta velocità, verso le terre incognite dell’arte comica; Mario Fales, professore di Assiriologia all’università di Udine, che con ironia e precisione ci parla del treno per Baghdad, il sogno di fine Ottocento di collegare l’Europa con l’Oriente; Stefano Malatesta che narra di Norman Douglas e del Train Bleu, una li nea ferroviaria di lusso con cabine solo di prima che par tiva da Londra, toccava Calais, raggiungeva Nizza e termi nava la sua corsa a Mentone, al confine con l’Italia; Matteo Pennacchi che racconta del viaggio sulla Transiberiana durante il suo «giro del mondo senza soldi e senza bagagli»; Diego Planeta che, come Bruce Chatwin ne Le vie dei canti, prende spunto da una ferrovia scomparsa che, con magnifica vista sul mare, attraversava le colline intorno a Menfi; Vito P. che racconta di due viaggiatori, un lui e una lei, che in uno scompartimento affollato si osservano a vicenda e rimuginano sulla propria esistenza; e, infine, Stenio Solinas che ripercorre il tratto di una ferrovia africana, dove leoni affamati ma pigri trovano molto più comodo saltare nei treni e portarsi via ferrovieri e viaggiatori, che andare a caccia di impala.
Storie vere, avventure immaginate e vissute, eventi storici che ci restituiscono tutti l’intramontabile fascino del viaggio in treno.
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