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Minh Tran Huy

Minh Tran Huy è nata nel 1979. Nel 2007, ha pubblicato il suo primo romanzo, La Princesse et le Pecheur, Actes Sud. Nel 2008, ha dato alle stampe una raccolta di racconti e leggende sul Vietnam, Le lac né en une nuit, Babel. La doppia vita di Anna Song ha riscosso in Francia, al suo apparire, un notevole successo di pubblico e di critica.

I LIBRI

La doppia vita di Anna Song

Minh Tran Huy
Anna Song, pianista vissuta sempre ai margini della scena musicale internazionale, muore, stroncata dal cancro che l’aveva costretta a lasciare la ribalta all’età di trentatré anni. Passano pochi mesi dalla sua scomparsa, e la sua figura viene innalzata al rango del mito.
Paul Desroches, marito di Anna, musicologo e creatore di una piccola etichetta, spedisce alla stampa specializzata centodue CD di sonate per pianoforte registrati da Anna negli ultimi anni della sua esistenza. I brani – preludi, concerti, fughe di Bach, valzer di Chopin – gettano scompiglio nel mondo della musica. L’oscura pianista nata alla periferia di Parigi da genitori vietnamiti emigrati negli Stati Uniti, l’allieva di un musicista di origine russa emigrato anche lui in America, la concertista estranea ai circuiti canonici della musica, la giovane donna dalla teatrale, perfetta bellezza, che viveva appartata nella campagna francese, vi svetta come una delle massime artiste del secolo, più prolifica di un Richter, un Rubinstein o un Ashkenazy!
La critica grida al miracolo, celebrando «un’artista che ha dato prova di una poliedricità ricca di fascino da tutti i punti di vista».
Un giorno, però, come nella più crudele delle tragedie, preceduto da dubbi, insinuazioni, mezze rivelazioni, scoppia lo scandalo: le registrazioni si rivelano un collage di esecuzioni abilmente rielaborate di una decina di grandi interpreti.
Chi ha prodotto i CD è Paul Desroches, il marito. Perché lo ha fatto? Per il folle amore che lo univa ad Anna Song? Oppure simili ricami sentimentali non sono altro che il paravento di una truffa assai redditizia? E Anna Song… è veramente esistita una pianista con un nome simile? O l’intera storia è frutto della fantasia del produttore, visto che all’ospedale Cochin, presso il quale la pianista sarebbe stata in cura, affermano che negli ultimi vent’anni non hanno avuto nessuna paziente con quel nome?
Traendo ispirazione dalla storia vera di Joyce Hatto, la misteriosa pianista britannica malata di cancro che nel 2007 lasciò più di un centinaio di CD rivelatisi poi al decrittaggio elettronico una truffa abilmente architettata, Minh Tran Huy orchestra un affascinante gioco di specchi sulle ragioni della passione, dell’impostura e del talento.
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