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Peter Pouncey

Peter Pouncey è nato a Tsingtao in Cina da genitori inglesi. Alla fine della Seconda guerra mondiale, dopo numerosi trasferimenti e separazioni, la famiglia si è riunita in Inghilterra e Pouncey ha studiato e si è laureato a Oxford. Classicista, preside del Columbia College e presidente emerito dell’Amherst College, Peter Pouncey vive a New York con la moglie. Regole per vecchi gentiluomini, accolto da uno straordinario successo di pubblico e di critica in Inghilterra e negli Stati Uniti, è il suo primo romanzo.

I LIBRI

Regole per vecchi gentiluomini

Peter Pouncey

Sdraiato a letto, imbacuccato nel vecchio cappotto della marina, McIver ha trascorso l’intera notte a sentire la sua vecchia casa gemere sotto l’assalto dell’inverno. E ha pensato che stanno entrambi lì ad aspettare, lui e la casa, tutt’e due vecchi e al freddo.
Sull’estremo promontorio occidentale di Cape Cod, vicino a Boston, la casa svetta sin da quando Thoreau passeggiava da quelle parti. McIver, professore di storia, autore di importanti libri sulla Grande Guerra, e Margaret, sua moglie, vi hanno trascorso trentacinque anni della loro vita. Trentacinque anni di felicità. D’estate, quando gli alberi diventano maestosi e la radura davanti al portico si riempie di ramoscelli di quercia e betulla, la casa era il loro rifugio segreto. Nelle afose sere d’agosto, il laghetto nel bosco diventava la loro piscina. McIver, nuotatore energico ma goffo, si spingeva al largo alzando un turbine d’acqua e riguadagnando in fretta la riva. Da lì amava osservare Margaret uscire lentamente dall’acqua, e distinguere piano piano i dettagli della sua cara figura, la scura rotondità dei suoi capezzoli, il triangolo dei suoi peli pubici.
Poi, nell’autunno del trentacinquesimo anno trascorso a Cape Cod, Margaret si è ammalata e, nella prima mattinata mite che annunciava l’arrivo della primavera, se n’è andata.
Ora McIver è solo nella casa. È trascorso un anno, è venuto l’inverno e qualche giorno fa, per la prima volta, si è accorto di stare provando lo stesso lento logorio di Margaret, di ripercorrerlo passo passo fino alla fine. È uscito per rimediare un pezzo di legna da ardere dalla catasta ormai esaurita e, con la sua fragilità di ottantenne, l’andatura fiacca e claudicante, il respiro corto, non è andato lontano, ha oltrepassato la porta ed è scivolato sul ghiaccio.
McIver ha pensato che non poteva lasciare andare ogni cosa, avere un piede già nella fossa e la valigia pronta. È rientrato in caso e ha scritto le sue regole per arrestare lo sfacelo. Dieci comandamenti per vecchi gentiluomini, per giocare l’ultima partita della sua esistenza al meglio, con la dignità e signorilità che hanno sempre distinto la sua vita.
Straordinario romanzo che ci ha rivelato un autore «con uno stile e un’eleganza tali da far invidia a più di un affermato scrittore» (Norman Mailer), Regole per vecchi gentiluomini ci conduce davanti al più puro sentimento della vita, quella forza misteriosa che non indietreggia davanti alla fragilità della natura.

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