Neri Pozza Editore | Ralf Rothmann
 
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Ralf Rothmann

Ralf Rothmann (1953) è uno scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, vincitore del Premio Francoforte-Bergen, del prestigioso Literaturpreis der Konrad-Adenauer-Stiftung e, nel 2013, del Friedrich-Hölderlin-Prize. I suoi romanzi sono tradotti in piú di dieci lingue.

I LIBRI

Morire in primavera

Ralf Rothmann
Nel tardo inverno del 1945, nella Germania del nord, Walter e Fiete, diciassette anni ciascuno, lavorano come mungitori in un podere dal magnifico stemma con un cavallo nero sotto due falci incrociate. Il podere mostra tutti i segni della guerra. Lo stemma giace a terra in giardino, le travi della torre dell’orologio si ergono carbonizzate nel cielo, il portico è storto e danneggiato dopo un attacco dei caccia. «Il soldato Ivan è già sull’Oder», sussurrano le donne e sperano che quell’ultimo sussulto di guerra non si porti via, dopo gli uomini, anche i ragazzini del podere, come Walter e Fiete, mungitori dalla faccia pulita.
Walter pensa che non lo spediranno mai al fronte. Sparava storto già nella Gioventú Hitleriana, ha gli occhi che non vanno, munge mucche, fa un lavoro che qualcuno deve pur fare. Inoltre, deve ancora finire di brigare con Elizabeth, la ragazza che fuma come una ciminiera e, con le sue sopracciglia, i riccioli neri e una sfrontatezza senza pari, sembra una zingara.
Fiete, il suo amico piú caro, ha il volto scarno, la carnagione imberbe, le ciglia lunghe e ricce e, se chiude gli occhi pesti, pare una ragazza.
Quando beve, anziché dire «Heil Hitler», dice «Drei Liter». Ha già la fidanzata: Ortrud, dalle labbra rosse come nessuna. Insomma, è tutto fuorché un soldatino di piombo pronto a difendere l’onore della grande Germania.
A una festa, però, lungo il canale, tra barili di birra e un’orchestrina di otto elementi, compaiono anche le Waffen-SS, con le loro divise grigioverdi pulite, stivali lustri e un invito cui nessuno può sottrarsi, pena ritrovarsi un cappio attorno al collo: arruolarsi per sancire la fedeltà al Führer, al popolo, alla patria e alla fede incrollabile nella vittoria!
Walter e Fiete si ritrovano cosí in Ungheria. Walter a trasportare rifornimenti per le truppe e Fiete nell’orrore del fronte. Fiete rimedia una scheggia sotto la clavicola, viene curato alla meglio e rispedito in prima linea, dove gli ufficiali tirano le bombe a mano sui talloni dei loro stessi uomini per riuscire a mandarli all’attacco.
Salutata in Germania come una delle opere piú importanti della narrativa tedesca contemporanea, capace di inaugurare finalmente «l’era post-Günther Grass» (Die Zeit), Morire in primavera è piú di un libro sulla guerra e sulla follia nazista. È un romanzo in cui l’innocenza e la colpa, la libertà e il destino, l’amicizia e il tradimento sono chiamati a raccolta in una prosa limpida e controllata che colpisce al cuore.

Il dio di una estate

Ralf Rothmann

È il 1945 e la dodicenne Luisa Norff, sfollata da Kiel con la madre e la sorella Billie, trascorre l’estate nel podere della sorellastra Gudrun e di suo marito Vinzent Landes, assistente del governatore del Gau locale, una delle regioni amministrative della Germania nazista.
Mentre Kiel, con il suo porto militare, subisce continui attacchi, nel podere a meno di un’ora di macchina dalla città non è ancora caduta nemmeno una bomba dall’inizio della guerra.
La giovane Luisa passeggia perciò per i boschi senza timori di sorta, cercando di adattarsi alla sua nuova vita lontana dalla città in fiamme. A tenerle compagnia, gli inseparabili libri, come Via col vento, riletto già tre volte; e i nuovi amici, come Ole, la cui madre per vivere fabbrica parrucche in un laboratorio pieno di scatoloni da cui spuntano ciocche di capelli; e Walter, il mungitore dagli occhi limpidi e verdi, sempre cosí gentile con lei.
Col passare del tempo, tuttavia, una serie di domande sempre piú inquietanti si affacciano nella mente della giovane Luisa: chi sono i prigionieri con le divise di fustagno a strisce che, rasati a zero e smagriti, lavorano sul ciglio della strada sorvegliati da guardie armate? Quali terribili colpe hanno commesso? Che cosa accadrà a lei e alle donne della sua famiglia quando i russi invaderanno la Germania, come si vocifera sempre piú spesso in paese? Che cosa ne sarà di Walter, chiamato a fare l’autiere giú al lago Balaton, in una unità di rifornimenti? Ma, soprattutto, che fine ha fatto Billie, la sua vanesia e beffarda sorella che ha osato avere una tresca con Vinzent sotto gli occhi dell’inflessibile Gudrun, attiva nella Lega delle donne e Führerin locale?
Dopo Morire in primavera, romanzo in cui due amici fraterni sono «chiamati a recitare la parte di Caino e Abele» (Corriere della Sera), Il dio di una estate costituisce una splendida conferma del talento di Ralf Rothmann nel far rivivere un’epoca della storia in cui «l’innocenza si trasforma in colpa e l’amicizia in tradimento» (ttL-la Stampa).

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