Neri Pozza Editore | Robert A.F. Thurman
 
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Robert A.F. Thurman

Robert A.F. Thurman è uno dei maggiori esponenti del buddhismo tibetano in Occidente. Stretto amico del Dalai Lama, e da lui ribattezzato Tenzin, il Sostenitore della Dottrina, Thurman è docente di studi indotibetani alla Columbia University di New York e autore di importanti libri tra i quali Wisdom and Compassion: The Sacred Art of Tibet e The Central Philosophy of Tibet. Con Tad Wise ha pubblicato La montagna sacra (Neri Pozza, 2000).

I LIBRI

Bardo Thodol. Il libro tibetano dei morti

Robert A.F. Thurman

Il Bardo Thodol fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell’VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Fu da questi nascosto per un’era a venire e ritrovato nel XIV secolo dal noto «scopritore di tesori» Karma Lingpa.
Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bar-do), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita, secondo la prospettiva degli iniziati in un particolare mandala esoterico, il mandala delle cento divinità di buddha miti o feroci.
Il titolo Il libro tibetano dei morti si deve alla traduzione di Kazi Dawa Samdup e W.H.Y. Evans-Wentz.
Bardo thos grol, tuttavia, il vero titolo tibetano, non significa il libro dei morti. Bardo indica, come si è detto, la condizione intermedia (i tibetani distinguono sei stati intermedi: l’intervallo tra la morte e la rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e «l’assorbimento profondo», e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita), mentre le parole thos grol significano che l’insegnamento offerto da questo libro «libera» non appena lo si «apprenda» o «intenda», offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione così chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata. Il titolo tibetano più comune dell’opera è perciò Il grande libro della liberazione naturale attraverso la comprensione nello stadio intermedio.
Un’approfondita descrizione del processo di morte ricavata dalla vasta letteratura tibetana sullo yoga supremo, e vaste parti mai tradotte prima dell’opera più ampia (Il profondo insegnamento della liberazione naturale attraverso la contemplazione delle divinità di buddha miti e feroci) di cui il Bardo Thodol costituisce una sezione, fanno di questa versione, curata da uno dei maggiori tibetologi viventi, l’edizione di riferimento per molti anni a venire di un grande classico del pensiero orientale.

Bardo Thodol. Il libro tibetano dei morti

Robert A.F. Thurman
Il Bardo Thodol fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell’VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Venne in seguito nascosto per un’era a venire e ritrovato solo nel XIV secolo dal noto «scopritore di tesori» Karma Lingpa. Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bardo), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita. Bardo indica la condizione intermedia (i tibetani distinguono sei stati intermedi: l’intervallo tra la morte e la rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e «l’assorbimento profondo», e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita), mentre le parole thos grol significano che l’insegnamento offerto da questo libro «libera» non appena lo si «apprenda» o «intenda», offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione così chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata.
Un’approfondita descrizione del processo di morte ricavata dalla vasta letteratura tibetana sullo yoga supremo, e vaste parti mai tradotte prima dell’opera più ampia (Il profondo insegnamento della liberazione naturale attraverso la contemplazione delle divinità di buddha miti e feroci) di cui il Bardo Thodol costituisce una sezione, fanno di questa versione, curata da uno dei maggiori tibetologi viventi, l’edizione di riferimento per molti anni a venire di un grande classico del pensiero orientale.
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