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Sara Houghteling

Sara Houghteling, laureata ad Harvard nel 1999, ha conseguito il Master in Storia dell'Arte all'Università del Michigan. Ha vinto una borsa di studio che le ha permesso di compiere un anno di ricerche a Parigi per la stesura di questo suo primo romanzo. Vive in California.

I LIBRI

Il mercante dei quadri perduti

Sara Houghteling

Il cielo di Parigi ha il colore grigio e slavato della cenere in questo primo mattino dell’agosto del 1944. Un silenzio innaturale grava sulla città. I soldati tedeschi, i boche, come li chiamano i parigini, hanno appena abbandonato la capitale e per le strade mulinano ancora petali, coriandoli, stelle filanti e altri resti dei festeggiamenti.
Daniel e Max Berenzon, padre e figlio, sono tornati in Rue de La Boétie dopo un’assenza durata più di quattro anni. Sono scappati, insieme con migliaia di altri ebrei, quando i primi aerei della Luftwaffe sono comparsi nel cielo francese.
I baffi colti e ben curati, gli zigomi pronunciati e il naso aquilino, Daniel Berenzon è tornato con un solo scopo: riprendere possesso della sua straordinaria collezione di quadri, esposta per anni nella sua rinomata galleria di Rue de La Boétie. Opere di rara maestria e di incalcolabile valore, come la Donna in bianco della Morisot, bella come un angelo con il vestito che le scivola sulla spalla, l’odalisca di Vuillard del 1904, la luminescente Colazione del 1910 di Pierre Bonnard, i paesaggi invernali di Sisley e Monet, i ritratti su cartone di Toulouse-Lautrec, i deliranti disegni di Braque, Miró, Gris ed Ernst e, soprattutto, Les amandes, il quadro che Manet dipinse al termine della sua vita, con il fisico ormai devastato dalla sifilide.
Berenzon, che pure si è sbarazzato di capolavori di Manet come Le bar aux Folies-Bergères o come i Saltimbanques di Picasso, non ha mai stranamente osato vendere quest’opera, comprata nel lontano 1918 per trentamila franchi.
Max, il giovane figlio ed erede del mercante, si ritrova invece a Parigi con una sola speranza nel cuore: rivedere Rose Clément, l’assistente di sua padre, una ragazza dalla bellezza luccicante che sembra uscita da un quadro di Ingres: alta e slanciata, con una pelle luminosa e i capelli sottili che le lambiscono gli angoli umidi della bocca.
Padre e figlio non tardano, tuttavia, a imbattersi nella più crudele delle scoperte: l’intera collezione di quadri è stata trafugata e di Rose Clément non vi è nemmeno l’ombra.
Con una sconfinata solitudine nel cuore, Daniel Berenzon si aggira nelle stanze vuote della galleria come un archeologo nel suo stesso sepolcro.
Per Max, invece, il ritrovamento dei quadri perduti diventa una vera e propria ragione di vita. Il giovane inizia a perlustrare ogni angolo della città alla ricerca dei quadri e di Rose Clément, e sulle tracce di un devastante segreto di famiglia.
Romanzo sensuale e avvincente, storia d’amore e di guerra, di coraggio e viltà basata su una vicenda vera, Il mercante dei quadri perduti illumina uno dei capitoli più bui della storia del Novecento, il trafugamento nazista di inestimabili capolavori della storia dell’arte, oltre a restituirci magnificamente l’atmosfera bohémienne della capitale francese, al tempo in cui era il centro indiscusso dell’arte europea.

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