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Teffi (Nadežda Aleksandrovna Bučinskaja)

Teffi è lo pseudonimo della scrittrice russa Nadežda Aleksandrovna Bučinskaja (Pietroburgo 1872 - Parigi 1952). Tra le sue opere Tichaja zavod' (“La piccola insenatura tranquilla”, Parigi 1921), Cërnyj iris (“L’iris nero”, Stoccolma 1921), Vecernij den' (“Il giorno serotino”, Praga 1924), Gorodok (“La cittadina”, Parigi 1927), Vospominanija (“Ricordi”, Parigi 1932) e Avantjurnyj roman (“Un romanzo d’avventure”, Parigi 1932).

I LIBRI

Da Mosca al Mar Nero

Teffi (Nadežda Aleksandrovna Bučinskaja)
Mosca, autunno 1918. Nei caffè male in arnese, i poeti leggono versi ululando con voci affamate in mezzo ad avventori coi cappotti laceri e puzzolenti. Come numerosi altri scrittori e artisti, anche i poeti vogliono stare in mezzo alla gente perché da soli, a casa, c’è da avere paura. Ogni tanto qualcuno scompare, ed è impossibile sapere dove sia finito, se a Kiev o in un posto dal quale non si fa ritorno.
«Parola Russa», la rivista, è stata chiusa per antibolscevismo, e Teffi, le cui storie su quel foglio, e su molti altri ancora, l’hanno resa una celebrità tale che caramelle e profumi portano il suo nome, non ha molte prospettive davanti a sé. Certo, gli esseri umani sono capaci di attaccarsi alla vita ovunque e comunque, come quel condannato a morte che, trascinato sul ghiaccio dai marinai verso il plotone d’esecuzione, saltellava per evitare le pozzanghere e non bagnarsi i piedi.
«Oggi ha mangiato la pagnotta? Bene, domani non sarà così». Un impresario strabico odessita usa argomenti convincenti per portare la scrittrice in Ucraina: a Kiev splende il sole, Teffi farà la sua esibizione, leggerà questo o quel racconto, piglierà i soldi, si comprerà burro, prosciutto e, con la pancia piena, se ne starà seduta in un caffè. Che ha da perdere?
Teffi accetta, in fondo è un semplice viaggio di lavoro da cui rientrerà a breve. Il suo viaggio, invece, durerà ben oltre il soggiorno a Kiev.
Tra una fuga a sud di Odessa, la sosta al porto di Novorossijsk, un’avventurosa traversata in nave verso Costantinopoli, si concluderà ben quattro anni dopo, a Parigi, dove Teffi trascorrerà il resto della sua vita in esilio. Dietro di lei, città sequestrate dai bolscevichi, teatri, giornali e riviste chiusi, amici e colleghi assassinati e giustiziati. Il pericolo e la morte ovunque.
Pericolo e morte che incombono anche nelle pagine di questo libro, perfettamente capaci di mostrare, tuttavia, lo stile brillante, pervaso di humour e di ironia, che ha reso Teffi una delle più amate scrittrici russe del XX secolo.
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