Neri Pozza Editore | Thomas Savage
 
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Thomas Savage

Thomas Savage (1915 - 2003) è stato un autore americano che, tra il 1944 e il 1988, ha pubblicato ben tredici romanzi. Il potere del cane, pubblicato per la prima volta nel 1967, in America è oggi diventato un vero caso editoriale.

I LIBRI

La regina delle greggi

Thomas Savage

Al mondo ci sono persone che non riescono a immaginarsi il proprio fallimento. Appartiene a questa categoria anche la giovane Emma Russell, che alla fine del XIX secolo dice addio a suo padre in una stazione ferroviaria dell’Illinois, per andare a insegnare nell’Idaho, la Gemma delle Montagne.
Di lei dicono che sia severa e che abbia occhi anche sulla nuca. Davanti a lei i colpevoli balbettano la verità e gli innocenti ricordano con gelida chiarezza le trasgressioni commesse. La sua rettitudine dà i brividi, però Emma sa anche suonare al pianoforte melodie allegre che fanno da sottofondo alle danze nei vari ranch.
Il giovanotto che la accompagna con il violino, Thomas Sweringen, è il figlio di un uomo che ha trovato l’oro e ha avuto l’accortezza di investire i guadagni in proprietà terriere e nell’allevamento di bovini, invece di sparire quando l’oro è finito. La prima volta che Emma racconta a Thomas del suo interesse per le pecore, il ragazzo ride di gusto, perché nella valle di Lemhi tutti sanno che non si possono allevare bovini e ovini insieme nello stesso podere. Dopo il matrimonio, tuttavia, Thomas regala a sua moglie, per scherzo, due pecore.
Anni dopo, le due pecore sono divenute un gregge di diecimila capi e Emma Russell Sweringen è per tutti la Regina delle Greggi dell’Idaho. Una regina che ha una sfilza di figli, tra cui Elizabeth, la maggiore, una ragazza
incantevole che sta per convolare a nozze con un giovanotto dotato di un cospicuo patrimonio, quel tipo d’uomo che farebbe la felicità di ogni madre.
Perché, allora, mesi dopo Elizabeth si presenta in ospedale con una valigetta e una cornice d’argento che contiene la foto di un altro uomo, un uomo bello come Francis X. Bushman, per dare alla luce una bambina che darà
in adozione subito dopo?
Con La regina delle greggi ritroviamo la prosa emozionante de Il potere del cane, la poesia degli spazi sterminati, la sensibilità con cui Savage descrive i suoi personaggi in bilico. Un romanzo che è uno struggente inno alla
famiglia e, al contempo, una acuta riflessione sulla ricerca della propria identità.

Il potere del cane

Thomas Savage
Montana, 1924. Tra le pianure selvagge del vecchio West, a cui fa da sfondo una collina rocciosa che ha la forma di un cane in corsa, sorge il ranch piú grande dell’intera valle, il ranch dei fratelli Burbank. Phil e George Burbank, pur condividendo tutto da piú di quaranta anni, non potrebbero essere piú diversi.
Alto e spigoloso, Phil ha la mente acuta, le mani svelte e la spietata sfrontatezza di chi può permettersi di essere sé stesso. George, al contrario, è massiccio e taciturno, del tutto privo di senso dell’umorismo. Insieme si occupano di mandare avanti la tenuta, consumano i pasti nella grande sala padronale e continuano a dormire nella stanza che avevano da ragazzi, negli stessi letti di ottone, che adesso cigolano nella grande casa di tronchi.
Chi conosce bene Phil ritiene uno spreco che un uomo tanto brillante, uno che avrebbe potuto fare il medico, l’insegnante o l’artista, si accontenti di mandare avanti un ranch. Nonostante i soldi e il prestigio della famiglia, Phil veste come un qualsiasi bracciante, in salopette e camicia di cotone azzurra, usa la stessa sella da vent’anni e vive nel mito di Bronco Henry, il migliore di tutti, colui che, anni addietro, gli ha insegnato l’arte di intrecciare corde di cuoio grezzo. George, riservato e insicuro, si accontenta di esistere all’ombra di Phil senza mai contraddirlo, senza mai mettere in dubbio la sua autorità.
Ogni autunno i due fratelli conducono un migliaio di manzi per venticinque miglia, fino ai recinti del piccolo insediamento di Beech, dove si fermano a pranzare al Mulino Rosso, una modesta locanda gestita dalla vedova di un medico morto suicida anni prima. Rose Gordon, si vocifera a Beech, ha avuto coraggio a mandare avanti l’attività dopo la tragica morte del marito. Ad aiutarla c’è il figlio adolescente Peter, un ragazzo delicato e sensibile che, con il suo atteggiamento effeminato, suscita un’immediata repulsione in Phil. George, invece, resta incantato da Rose, al punto da lasciare tutti stupefatti chiedendole di sposarlo e portandola a vivere al ranch, inconsapevole di aver appena creato i presupposti per un dramma che li coinvolgerà tutti. Perché Phil vive il matrimonio del fratello come un tradimento e, proprio come il «cane sulla collina» lanciato all’inseguimento della preda, non darà tregua a Rose, a Peter e anche al suo amato George, animato dall’odio nella sua forma piú pura: l’odio di chi invidia.
Pubblicato per la prima volta nel 1967, Il potere del cane è un’opera che depone i fronzoli della retorica e, con una prosa essenziale ma efficace, tratteggia con tinte livide una torbida vicenda familiare, capace di confermare la posizione centrale di Thomas Savage nella grande letteratura americana.
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