Saggi

In primo piano

Streghe. Le eroine dello scandalo

Ilaria Simeone

1616, ducato di Milano e Mantova: Caterina De Medici viene accusata di aver maleficiato il nobile senatore Luigi Melzi. Comincia così, in una sorta di processo privato tutto interno al palazzo milanese, una vicenda che finisce con l’impiccagione e il rogo della strega rea confessa.
1587, Triora, Podesteria della Repubblica di Genova: si apre uno dei più appassionanti processi italiani alle streghe. Trentacinque imputate, tre magistrature e un’inedita ferocia persecutoria. Il procedimento dura tre anni e distrugge un’intera comunità.
1716 Brentonico, Quattro Vicariati: Maria Bertoletti, detta la Toldina, viene accusata di stregoneria, processata nel foro penale laico e condannata al rogo.
Oggi, trecento anni dopo, il Comune trentino ha chiesto la riapertura del procedimento.
Tre storie ignobili di femminicidi ante litteram che coagulano, nella banalità del male, sesso e morte, giustizia e ingiustizie, poteri e contropoteri, Chiesa e Stati. Tre storie diverse ma unite da un’unica, atavica paura: la donna come «scandalo».
Ilaria Simeone indossa i panni di una cronista giudiziaria dell’epoca, consulta gli atti, li racconta udienza dopo udienza, in un crescendo avvincente come un thriller, per mostrare come la macchina della giustizia che condannava al rogo le «eroine dello scandalo» si trasformi, infine, in un gigantesco scorpione che, come nelle leggende di demoni e streghe, contorcendosi infligge la morte a sé stesso.

La sinfonia del vivente

Joël de Rosnay

Questo libro tratta di una delle rivoluzioni scientifiche più importanti degli ultimi cinquant’anni, una rivoluzione che ha segnato una svolta fondamentale negli studi sul DNA e in generale nel vasto campo della biologia. Il suo nome è epigenetica. Come indica l’etimo, tratta di ciò che sta «sopra» il patrimonio genetico, dell’«impronta» che ne condiziona e muta l’attività.
Fino a qualche tempo fa, i biologi erano unanimemente convinti che gli esseri viventi non fossero altro che il prodotto dei rispettivi geni. Con la comparsa dell’epigenetica si è scoperto che il programma contenuto nel DNA può essere espresso, inibito o modulato dal comportamento degli esseri viventi, i quali dispongono di un vero e proprio potenziale di azione sul genoma, in grado di alterarne le funzioni senza, naturalmente, mutarne la sequenza.
Per quegli esseri viventi che siamo noi, questa scoperta è palesemente gravida di conseguenze. Sappiamo ora che il nostro comportamento quotidiano, ciò che mangiamo, l’esercizio fisico che pratichiamo, la nostra resistenza allo stress, lo stile di vita che adottiamo, inibiscono o attivano certi geni. Siamo come i direttori d’orchestra di una sinfonia, coautori della nostra vita, della nostra salute, del nostro equilibrio.
Joël de Rosnay traccia in questo libro la storia di questa rivoluzione e si sofferma sui suoi effetti sul «vivente», su come, soprattutto, ogni vivente possa prendersi cura del proprio ambiente e del proprio corpo.
L’approccio epigenetico, per de Rosnay, va, tuttavia, ben oltre il corpo del singolo vivente. Se, infatti, è possibile agire su un sistema tanto complesso quanto lo è un organismo vivente, perché non applicare  l’epigenetica a un altro sistema particolarmente complesso, alla società in quanto tale? Pensare a un mondo in cui gli individui, oltre a plasmare la propria vita personale, siano in grado anche di plasmare quella della società, segnando il passaggio da una democrazia rappresentativa a una democrazia partecipativa?
Basata sull’interdipendenza tra individuo e ambiente, l’epigenetica svela, nelle pagine di questo libro, il mondo a venire.

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