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A est dell'Occidente

Miroslav Penkov
In Makedonija, il racconto che apre questa raccolta, Nora e suo marito vivono da otto anni in un ospizio a qualche chilometro da Sofia. Vivono accettando più o meno serenamente le ingiurie degli anni, i malanni, la nostalgia del passato. Finché un giorno il marito di Nora si imbatte in una dolorosa scoperta. Gli cade di mano il portagioie della moglie, il coperchio si spalanca e, sul fondo, uno scomparto segreto rivela le lettere che qualcuno ha scritto a Nora più di sessant’anni prima, quando lei aveva appena sedici anni. Da quell’istante l’uomo diventa preda della gelosia, un’assurda gelosia per il giovane fidanzato della moglie morto da oltre mezzo secolo, alimentata dal desiderio di voler essere lui quel ragazzo che ha amato Nora quand’era vicina all’inizio della sua vita e non alla fine.
Nel secondo racconto, A est dell’Occidente, Naso incontra Vera nel 1970 quando lui ha sei anni e abita con i genitori sulla sponda bulgara del fiume del suo paese, mentre lei vive sull’altra riva, quella serba. La incontra durante la grande riunione in cui i due paesi concedono alle due famiglie di passare qualche ora insieme, e per tutta la vita, nei diversi luoghi in cui lui e Vera si ritroveranno a vivere, cercherà invano di abolire il confine reale e immaginario che lo separa irrimediabilmente da lei.
In Comprando Lenin, un ragazzo decide di lasciare la Bulgaria ed emigrare in America. Non c’è nessuna guerra o miseria che lo costringa ad approdare su rive straniere. Se ne va perché può farlo, e perché la rabbia dell’Occidente gli ha infettato il sangue. Quando però, il nonno, vecchio comunista, gli scrive un biglietto d’addio con la firma di tutti gli abitanti del paesino di Leningrad, il giovane comprende che il suo legame con il paese natio non verrà mai meno.
Raccolta di racconti che ha entusiasmato la critica e il pubblico dei paesi in cui è apparsa, A est dall’Occidente è uno di quei rari libri in cui la letteratura assolve perfettamente il suo compito: avvincere il lettore con una lingua impeccabile e, a un tempo, illuminare un passaggio epocale, un cambiamento decisivo nelle sorti dell’umanità. Con passione, poesia e verità, il libro narra di storie semplici, di vicende tragicomiche e intense, eppure meravigliosamente esemplari della vita vera, dei sogni, delle speranze, delle delusioni e degli smarrimenti di quella parte dell’umanità, le genti dell’Est, che si sono ritrovate all’improvviso tra le braccia dell’Occidente.

ISBN: 978-88-545-0555-1

Categoria:

Genere:

Collana: I Narratori delle Tavole

Pagine: 256

Tradotto da: Ada Arduini

Prezzo:16,00

ISBN: 978-88-545-0555-1

Categoria:

Genere:

Collana: I Narratori delle Tavole

Pagine: 256

Tradotto da: Ada Arduini

Prezzo:16,00

RECENSIONI

«Pensate a un incrocio tra una giovane Alice Munro e Jonathan Safran Foer».
The Montreal Gazette

«Questo libro denso e importante fa di Penkov, un giovane scrittore nato in Bulgaria e arrivato in America nel 2001, un talento da seguire assolutamente».
Publishers Weekly

«Undici anni dopo il suo arrivo in America, Penkov ha realizzato uno dei più entusiasmanti debutti degli ultimi anni. Gli otto racconti contenuti in A est dell’Occidente sono buffi, tristi e meravigliosamente naturali».
The Boston Globe

«I racconti di Penkov riescono con poche frasi a ottenere ciò che agli altri scrittori è concesso solo con interi capitoli… Davvero una raccolta di trionfi!».
L.A. Times

«Miroslav Penkov possiede un’anima antica. I suoi racconti sono ricchi di una saggezza elegiaca e malinconica che evoca perfino Tolstoj».
The Barnes and Noble Review

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