Neri Pozza Editore | Azazel
 
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Azazel

Youssef Ziedan

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Una cella di due metri per lato. Una fragile porta di legno sconnessa. Una tavola, con sopra tre pezze di lana e lino, e un tavolino con un calamaio e una vecchia lampada con lo stoppino logoro e la fiamma danzante. A Ipa, il monaco egiziano, non serve altro per vivere nel monastero sulla vecchia strada che collega Aleppo e Antiochia, due città la cui storia ha inizio nella notte dei tempi.
È il V secolo, un momento decisivo nella storia della Cristianità. Sono anni di violenza religiosa, di lotte e contrasti feroci, e la fede nel Cristo vuol dire scegliere una fazione, abbattere i propri nemici, e così decidere del proprio stesso destino.
Nestorio, l'abba che ha preso Ipa sotto la sua protezione, il venerabile padre con cui a Gerusalemme e Antiochia il monaco ha discusso liberamente dei libri proibiti di Plotino, Ario e degli gnostici, è nella tempesta. Nel 428 d.C. è stato ordinato Vescovo di Costantinopoli e ora, due anni dopo, è accusato di apostasia, la più terribile delle accuse, l'abbandono e il tradimento della fede nel Cristo. Il Patriarca Cirillo, l'Arcivescovo di Alessandria, ha scritto dodici anatemi contro l'«apostata», colpevole ai suoi occhi di non riconoscere che «il Cristo è Dio nella sostanza e che la Vergine è Madre di Dio».
Che Chiesa è mai quella che scomunica un saggio dal volto radioso, un uomo santo e illuminato che ha il solo torto di ritenere assurdo che «Dio sia stato generato da una donna»? Che Chiesa è quella rappresentata dal Patriarca Cirillo, capo di una diocesi dove i cristiani al grido di «Gloria a Gesù Cristo, morte ai nemici del Signore!» hanno scorticata la pelle e lacerate le membra della filosofa Ipazia, «la maestra di tutti i tempi»?
È un tempo infausto per il monaco Ipa, poiché a tremare non sono soltanto i pilastri della religione, ma anche quelli del suo cuore. Da quando il sole cocente della bella Marta è spuntato per lui ad Aleppo, Ipa ha conosciuto i sussulti dell'angoscia e i fremiti della passione. E gli orrori si sono impadroniti a tal punto della sua anima che gli sembra a volte di parlare con Azazel, il diavolo in persona.
Affascinante racconto delle peripezie umane, sentimentali e religiose di un monaco, sullo sfondo degli appassionanti conflitti dottrinali tra i Padri della Chiesa e dello scontro tra i nuovi credenti e i tradizionali sostenitori del paganesimo, Azazel è una di quelle rare opere letterarie capaci di gettare uno sguardo profondo e originale sulla Cristianità e l'Occidente, e di raccontare un'epoca in cui le pagine della storia avrebbero potuto essere scritte diversamente.

ISBN: 978-88-545-0398-4

Categoria:

Genere:

Collana: Le Tavole d'Oro

Pagine: 384

Tradotto da: Lorenzo Declich e Daniele Mascitelli

Prezzo:18,00

ISBN: 978-88-545-0398-4

Categoria:

Genere:

Collana: Le Tavole d'Oro

Pagine: 384

Tradotto da: Lorenzo Declich e Daniele Mascitelli

Prezzo:18,00

RECENSIONI

«Mio Dio, sono solo una penna gettata al vento, stretta da dita deboli per essere immersa nel calamaio e riportare sul foglio tutto quello che mi è successo, tutto quello che a causa di quel ribelle ostinato di Azazel è accaduto e accade fra me, il tuo fragile servo, e Marta. Pietà, pietà, pietà».
Ipa, il monaco

Un evento letterario, un'opera che ha causato forti polemiche religiose, letterarie e politiche.

Il libro vincitore del premio internazionale per il miglior romanzo in lingua araba del 2008.
La vita e le avventure di un monaco cristiano del Quinto secolo dopo Cristo, in un mondo che sta cambiando per sempre.
Il ritratto dell'intera cultura mediterranea, tra Alessandria e Gerusalemme, Efeso e Aleppo.

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