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03.05.2017
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"Puoi fare questo mestiere solo se le cose le vivi, non per sentito dire" dice il giornalista de La Stampa. La sua storia (compreso il SEQUESTRO da...

Earth Day 2017 | La grande cecitą di Amitav Ghosh

22.04.2017
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Malgrado tutto, direi che questa vita č stata bella

Autore: Jean d'Ormesson
Titolo: Malgrado tutto, direi che questa vita č stata bella

collana: I Narratori delle Tavole

ISBN 978-88-5451-398-3
Pagine 400
Euro 18,00
Collana: I Narratori delle Tavole

Si può ricostruire la propria vita come se si trattasse di un processo il cui giudice altri non è che il proprio Super-Io?
In un serrato, folle e avvincente dialogo con se stesso Jean d’Ormesson ripercorre le tappe salienti della sua esistenza, iniziata tra la fine della Prima guerra mondiale e la grande crisi.
Incalzato da un Super-Io severo, benevolo e a tratti spietatamente ironico, d’Ormesson parla dei primi viaggi al seguito del padre diplomatico: inizialmente in Baviera, dove impara a parlare tedesco prima di parlare francese, poi in Romania e in Brasile, fino al rientro in Francia nel castello di famiglia. Casato appartenente alla casta irrequieta e orgogliosa della nobiltà di toga, i d’Ormesson danno poca importanza al denaro, ma questo non impedisce al piccolo Jean di crescere circondato da autisti, cuochi, maggiordomi e cameriere, perché vi sono pur sempre gli obblighi imposti dal rango sociale.
Il lignaggio impone un codice di comportamento al quale è fuori questione non sottomettersi: si indossa lo smoking, la marsina, il frac e il cappello a cilindro; sono rigorosamente bandite espressioni come «caspita!», «piacere di rivederla», «buon appetito!» o «buon proseguimento », mentre «dopo cena» è preferibile a «le ventidue», riservata ai ferrovieri.
Tra governanti inflessibili che lo sculacciano con la spazzola per capelli, autisti che lo scorrazzano per boschi e sagre di paese e zii che gli trasmettono l’amore per la letteratura, Jean cresce come un grande sognatore e un instancabile lettore che legge tutto quello che gli capita tra le mani: i manifesti sui muri, le ricette dei medici, i volantini per strada, da bambino, e Oscar Wilde e Bergson da ragazzo.
Pur riconoscendo di essere nato con una camicia di finissima seta, circondato di privilegi, d’Ormesson è però, soprattutto, figlio del suo tempo, un tempo dominato dal nazionalsocialismo di Hitler e da una guerra che, con i suoi campi di concentramento, i bombardamenti a tappeto, il nucleare, le bugie e i delitti diventa pane quotidiano di una realtà a cui è impossibile sfuggire.
Con una prosa ironica, ammiccante e fantasiosa, Jean d’Ormesson si svela al lettore attraverso un resoconto autentico e appassionante della sua vita. Un resoconto in cui i ricordi, i rimpianti e i sogni mai realizzati di un grande scrittore si fondono insieme senza nostalgia né patetismi, per offrire il ritratto a tutto tondo di un secolo e di un’intera nazione.

ordinabile a IBS

«Fin dalle prime righe, la penna è vigile e ironica. In questo viaggio della memoria, la gioventù rimane eterna, imperiosa, insolente».
Atlantico

«Una prova grandiosa: brillante, allegra, scritta da un autore amato da tutti».
la Croix

«Un libro che mette in scena l’avventura che è stata la lunga vita dello scrittore. Un invito a essere felici».
La vie

l'autore

Jean d'Ormesson

Jean d'Ormesson

Jean d’Ormesson è nato a Parigi nel 1925. Membro di vari gabinetti ministeriali, dal 1974 al 1977 è direttore del quotidiano nazionale francese Le Figaro, con cui collabora tutt’oggi regolarmente con la sua rubrica «Dibattiti e opinioni». Nel 2015 la sua opera è entrata nella Bibliothèque...