Neri Pozza [0]

news

Presentazione delle opere finaliste della Sezione Giovani e Annuncio della Cinquina Finalista

12.09.2017
Presentazione delle opere finaliste della Sezione Giovani e Annuncio della Cinquina Finalista

PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA NERI POZZA - SEZIONE GIOVANI   12 settembre -  ore 18.30   Fondazione Adolfo Pini -  Circolo dei Lettori di...

BANDO CONCORSO SCUOLE SECONDARIE SUPERIORI

07.09.2017
BANDO CONCORSO SCUOLE SECONDARIE SUPERIORI

VIVERE LA STORIA. IL MORSO 1848/2018 170 anni dai moti rivoluzionari del 1848 Il progetto “Vivere la storia” è rivolto alle scuole secondarie...

Domenico Quirico: «Mi faccio travolgere dalle vite degli altri»

03.05.2017
Domenico Quirico: «Mi faccio travolgere dalle vite degli altri»

"Puoi fare questo mestiere solo se le cose le vivi, non per sentito dire" dice il giornalista de La Stampa. La sua storia (compreso il SEQUESTRO da...

cerca un libro

newsletter

Iscrivetevi alla nostra newsletter, sarete sempre aggiornati su tutte le nostre iniziative e pubblicazioni.




 Autorizzo al trattamento dei miei dati ai sensi della legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003)

Scheda libro

Le prossime uscite Neri Pozza

ritorna

Prima dell'alba

Autore: Paolo Malaguti
Titolo: Prima dell'alba

collana: I Narratori delle Tavole

ISBN 978-88545-1117-0
Pagine 304
Euro 17,00
Collana: I Narratori delle Tavole

Alle 6,30 del 27 febbraio 1931 il trillo violento del duplex manda all’aria uno dei sogni più belli, con tanto di fiammante Fiat 521 Coupé, fatti dall’ispettore Ottaviano Malossi, 32 anni, sposato da cinque, ufficiale della Polizia di Stato nella questura centrale di Firenze. Dall’altro capo del telefono il collega Vannucci gli dice che è atteso alla stazione dagli agenti della Ferroviaria... con una certa urgenza, visto che c’è di mezzo un morto. Il tempo di trangugiare l’orzo riscaldato dalla sera prima nel buio del cucinino, salutare la moglie, inforcare la bicicletta, che Malossi si ritrova al cospetto degli agenti e poi su un treno diretto a Calenzano dove, riverso sulla massicciata, sul lato esterno della linea che scende da Prato, giace il cadavere del morto in questione. Vestito in maniera seria ed elegante, il morto porta i chiari segni di una caduta: tracce di polvere biancastra sulla schiena, uno strappo alla cucitura della manica sinistra, un altro strappo all’altezza del ginocchio destro. Il volto è quello di un uomo anziano e ben curato, capigliatura candida, pizzo lungo e folto. Gli uomini accorsi per primi sul posto lo guardano con un’espressione di timore mista a reverenza.
Nel sole accecante del mattino Malossi non tarda a scoprire il perché. Le tessere della Milizia volontaria e del PNF contenute nel portafoglio del morto mostrano generalità da far tremare i polsi: Graziani Andrea, nato a Bardolino di Verona, il 15 luglio 1864, Luogotenente Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Un caso spinoso, dunque, per cui bisogna fare presto, trovare i colpevoli, se ve ne sono, ma soprattutto consegnare quanto prima il corpo dell’eroe agli onori che la Patria vuole tributargli. Resta da chiarire, però, come Graziani sia finito riverso al suolo sulla scarpata opposta a quella di marcia del treno su cui viaggiava: si è suicidato, spiccando letteralmente un balzo fuori dal portello, oppure qualcuno, prima dell’alba, lo ha spinto con violenza giù dal convoglio? Malossi inizia a scavare con prudenza, tra resistenze, false piste e pressioni dall’alto, in un viaggio alla ricerca della verità che, dai binari della linea Prato-Firenze, lo condurrà lontano nel tempo, fino all’ottobre del 1917, sulle tracce di un fante italiano testimone silenzioso del disastro di Caporetto e, prima ancora, di una vita di trincea resa intollerabile dai massacri e dal rigore insensato di una gerarchia pronta a far pagare con la fucilazione anche la più banale infrazione del regolamento.
Nel centenario della «disfatta» di Caporetto, Paolo Malaguti compone un impeccabile romanzo che getta una luce nuova sulle scelte, di memoria e celebrazione, di oblio e censura, fatte dall’Italia «vittoriosa» attorno al mito della Grande Guerra e al destino dei troppi caduti di quella inutile strage che, a parere di molti, segnò la vera fine della civiltà europea.
 
Romanzo in memoria dell’artigliere
Alessandro Ruffini fucilato a ventiquattro
anni a Noventa Padovana
il 3 novembre 1917 per un sigaro

 
 
«Avanti e morire, avanti e morire. Non c’era nemmeno più una parvenza di ardore, negli uomini attorno a lui. Non era difficile vedere qualcuno andare all’attacco con un’espressione strana in viso, che faceva venire la pelle d’oca. Non più paura, non più ardore, per chi mai ne avesse avuto. Arrivava l’ordine, e si andava».

l'autore

Paolo Malaguti

Paolo Malaguti

Paolo Malaguti  è nato a Monselice (Padova) nel 1978. Attualmente vive ad Asolo e lavora come docente di Lettere a Bassano del Grappa. Con Neri Pozza ha pubblicato La reliquiadi Costantinopoli (2015), finalista al Premio Strega 2016. Tra le sue opere Nuovo sillabario veneto (BEAT, 2016).

dello stesso autore: