Neri Pozza [0]

cerca un libro

newsletter

Iscrivetevi alla nostra newsletter, sarete sempre aggiornati su tutte le nostre iniziative e pubblicazioni.




 Autorizzo al trattamento dei miei dati ai sensi della legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003)

dettaglio articolo

magazine

torna all'elenco

TRACY CHEVALIER racconta una famiglia di pionieri americani. E di un uomo salvato dall'amore per la natura

TRACY CHEVALIER racconta una famiglia di pionieri americani. E di un uomo salvato dall'amore per la natura

Io sto con le sequoie
Nel nuovo romanzo, TRACY CHEVALIER racconta una famiglia di pionieri americani. E di un uomo salvato dall'amore per la natura
 
di LAURA PEZZINO

Se fosse un pittore, Tracy Chevalier sarebbe un fiammingo. E non (solo) perché la sua opera di maggior successo, La ragazza con l'orecchino di perla (4 milioni di copie nel mondo), ruotava attorno a Jan Vermeer.
Anche nell'ultima,  I frutti del vento, la scrittrice americana, londinese da 30 anni («è tutto molto internazionale, ma mi mancano lo spazio e la luce»), si conferma regina del dettaglio storico, con quella abilità di cesellare volti e caratteri, deformi e bitorzoluti, vitali ed eroici, che è il lato più illuminato della sua scrittura, e ciò che l'accomuna ai maestri olandesi. I frutti del vento inizia come una Guerra dei Roses ambientata nell'Ohio del 1800, tra quei pionieri che, seguendo il tragitto del sole, barattarono tecnologia e malattie con terra e, quando capitava, oro. Sadie è una donna gretta e malvagia soprattutto col marito James (chiaramente, l'uomo sbagliato), un coltivatore innamorato dei suoi alberi di melo e di poco altro. Quando non si insultano, se le danno, e lasciano che i figli se la sbrighino tra il fango delle paludi.
L'unico contatto con la civiltà è il mercante di semi John Chapman, che influenzerà il futuro del più piccolo della famiglia, Robert, quando sarà costretto a portare la propria vita altrove. A innamorarlo, e quindi salvarlo, oltre all'esuberante Molly (contraltare della madre), saranno le sequoie, i giganti della Terra.
«Facendo ricerche, mi sono imbattuta nella figura di Chapman, eroe del folclore americano. Volli vedere quegli alberi dal vivo: non c'è nulla di paragonabile al trovarsi accanto a una sequoia di 90 metri», dice Chevalier. Reduce da una riscrittura dell'Otello di Shakespeare (in occasione dei 400 anni dalla morte), che ha ambientato tra undicenni in un parco giochi negli anni '70, sta lavorando a un libro collettivo ispirato a Jane Eyre.
Innamorata del passato? Non proprio. «Sono terrificata dalle prossime elezioni americane: l'unica cosa positiva è che se Trump si candida, Hillary non potrà che vincere». Guarda le serie Tv? «Amo Breaking Bad e The Killing. E aspetto gli Oscar. Tifo per Room e Brooklyn, entrambi tratti da libri». Contemporanea, ma sempre di parte.

news

Earth Day 2017 | La grande cecità di Amitav Ghosh

22.04.2017
Earth Day 2017 | La grande cecità di Amitav Ghosh

L’ Earth Day (la Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, celebrata ogni anno il 22 aprile, un mese e due...

Ralf Rothmann vince il Premio Kleist

18.04.2017
Ralf Rothmann vince il Premio Kleist

Siamo felici di annunciare che Ralf Rothmann, autore di Morire in privavera, ha vinto il Premio Kleist, prestigioso rinoscimento letterario...

Soirée Berto a Torino

11.04.2017
Soirée Berto a Torino

Martedì 11 aprile, ore 18.00, presso il Circolo dei lettori (Via Bogino, 9, Torino) Camilla Baresani Pierluigi Battista dialogano su IL MALE...

TRE PIANI di Eshkol Nevo in classifica

02.04.2017
TRE PIANI di Eshkol Nevo in classifica

Siamo felici di annunciare che TRE PIANI di Eshkol Nevo è entrato nelle classifiche di Tuttolibri- La Stampa (1 aprile) La Lettura - Corriere...