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Premio Neri Pozza 2019

Ilaria Rossetti vince la IV edizione del Premio Neri Pozza e la sezione giovani
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Vocabolario dei desideri di Eshkol Nevo
Artwork di Pax Paloscia

Video a cura di @RawMessina

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Novità

La memoria del cuore

Jan-Philipp Sendker

DISPONIBILE IN EBOOK E PRENOTABILE IN CARTACEO.

A Kalaw, una cittadina sperduta sulle montagne del Myanmar, in Birmania, vivono Bo Bo e suo zio, U Ba. Bo Bo è un bambino con un dono insolito: può leggere i sentimenti delle persone nei loro occhi. Un dono a volte scomodo, poiché spesso gli occhi della gente raccontano più di quel che lui vorrebbe sapere.
Il padre di Bo Bo si reca a fargli visita una volta all’anno. Di sua madre, Julia, il ragazzino conserva pochi stentati ricordi. Che viva a Yangon e non se la passi molto bene è tutto ciò che Bo Bo sa di lei. Ma non sa spiegarsi per quale motivo lui viva a Kalaw con lo zio, e non con i suoi genitori.
Se è vero che tutte le storie parlano d’amore, come U Ba ama sostenere, perché in quegli anni lo zio, consumato cantastorie, non gli ha mai raccontato l’unica storia che a Bo Bo interessa davvero ascoltare, ovvero la sua storia?
Una sera, Bo Bo trova un plico di fogli accanto alla vecchia macchina da scrivere di U Ba. In quelle pagine si parla della storia d’amore dei suoi genitori e, davanti alla determinazione del ragazzino, U Ba comprende che non può più rimandare il momento della verità.
È così che, dalla voce di U Ba, Bo Bo apprende della newyorkese Julia, scesa da un aereo già pronto a decollare per stare con un uomo che conosce appena, Thar Thar. Del loro travolgente amore e della misteriosa malattia che la ha costretta a rinunciare al loro bambino.
Sarà per dare una risposta alle domande che U Ba non è riuscito a soddisfare che Bo Bo si metterà in viaggio, sulle tracce dei suoi genitori. Le atmosfere incantate della Birmania fanno da sfondo a una storia intima, delicata, poetica, degna conclusione della magica trilogia iniziata con L’arte di ascoltare i battiti del cuore e proseguita con Gli accordi del cuore.

Torino magica

Vittorio Del Tufo

DISPONIBILE IN EBOOK E PRENOTABILE IN CARTACEO.

Misteriosa. Simmetrica. Inafferrabile. Ma anche compassata, superba, ostinata. Nata all’incrocio di due fiumi e molte leggende, rebus di luce e tenebre, Torino ha sempre avuto un rapporto strettissimo con la sua dimensione magica. Come la danzatrice delle Mille e una notte, l’antica capitale sabauda si svela poco alla volta: un velo, poi un altro, un altro ancora. Fino all’ultimo velo, dietro il quale c’è il cuore magico della città.
Diceva García Márquez che ogni uomo ha una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta. Anche le città, come gli uomini, hanno una vita segreta, che è fatta di tracce, di voci, di storie, di memorie, di pietre e di ombre.
Dal mistero del Graal alle suggestioni diaboliche, dai culti pagani ai personaggi del Risorgimento, dalle Grotte Alchemiche ai luoghi fantastici, dal mistero degli alchimisti ai simboli occulti scolpiti nei monumenti, dai miti letterari alle grandi correnti esoteriche: questo, e tanto altro ancora, è Torino magica.
Una città che nasconde, occulta, molto più di quanto non mostri. Una città malinconica, austera, fascinosa, inquietante, tanto legata a un glorioso passato risorgimentale quanto all’immigrazione proveniente dal Sud, tanto nostalgica e rivolta al passato quanto protesa verso la modernità. Una città, diceva Italo Calvino, che invita alla logica, e attraverso la logica apre la strada alla follia.

Vocabolario dei desideri

Eshkol Nevo, Pax Paloscia

A come Amore, B come Baci, C come Confessione, D come Desiderio…
Sono ventisei, tante quante sono le lettere dell’alfabeto, le storie contenute in questo libro, frutto di una rubrica settimanale di grande successo tenuta da Eshkol Nevo sulle pagine di Vanity Fair. Raccolte tutte insieme, costituiscono un’opera indispensabile per i lettori dell’autore della Simmetria dei desideri e di Tre piani, un originale viaggio all’interno della costellazione dei desideri, dei sentimenti e degli impulsi da parte di uno scrittore capace di penetrare come pochi nelle pieghe più riposte dell’animo umano.
C’è la F di Ferita, dove un piccolo incidente capitato in un supermercato può cambiare il significato di parole grosse come «razzismo» e «antirazzismo»; la G di Guerra, dove una Escape room diventa pretesto, per un ex pilota, di rievocare il passato; c’è la I di Italo Calvino, in cui una passeggiata per le vie di Rondovia, una città progettata perché nessuno dei suoi abitanti si trovi a incontrare per strada un amore del passato, dà la sensazione di averla già conosciuta attraverso le pagine delle Città invisibili.
Storie, dalla A alla Z, attraversate dalla «perturbante fragilità» e, insieme, dalle «ambizioni vanagloriose» (Alessandro Piperno) dei personaggi di Nevo al cospetto della forza dirompente dell’amore e del desiderio. Storie, accompagnate tutte dalle opere di Pax Paloscia – una delle maggiori protagoniste della street art contemporanea – che traducono felicemente in immagini il dizionario dei sentimenti di uno dei protagonisti della scena letteraria internazionale.

Due vite

Emanuele Trevi

«L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità». Così scrive Emanuele Trevi in un brano di questo libro che, all’apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia. Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, così propensa alle illusioni. Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l’aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l’ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell’unicità di questo libro non stanno nell’impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l’amicizia.
Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all’ultimo trasparente e felice,quel legame che accade quando «Eros, quell’ozioso infame, non ci mette lo zampino».

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