Neri Pozza Editore | Ambrogio Borsani
 
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Ambrogio Borsani

Ambrogio Borsani vive a Milano, dove ha lavorato come direttore creativo in Doyle Dane Bernbach e altre agenzie internazionali di pubblicità. Ha fondato e diretto la rivista di storia del libro Wuz. La sua attività di scrittore comprende romanzi e libri di viaggio ambientati nelle isole tropicali: Addio Eden, Tropico dei sogni, Stranieri a Samoa (Premio Chatwin), e nelle isole italiane: Avventure di piccole terre. Ha scritto molti libri per bambini tradotti in varie lingue. Ha insegnato comunicazione all’Orientale di Napoli, all’Università degli Studi di Milano e all’Accademia di Brera.

I LIBRI

Assalto al paradiso

Ambrogio Borsani

Antichi viaggiatori come Marco Polo e Ibn Battuta raccontano che Adamo si rifugiò qui dopo la cacciata dal Paradiso Terrestre. L’isola che fu Taprobane, Ceylon e infine Sri Lanka ha attirato conquistatori feroci ma anche immigrati pacifici. Il più affezionato di tutti fu Arthur C. Clarke, che per 52 anni visse, amò e scrisse in questo Eden. Qui immaginò 2001 Odissea nello spazio e fu coinvolto in uno scandalo di pedofilia che venne presto messo a tacere. Agli inizi del secolo scorso Leonard Woolf passò sette anni nel Civil Service a Ceylon, ma quando gli ordinarono di incendiare la capanna di un indigeno si dimise e tornò a Londra per sposare Virginia. Pablo Neruda arrivò a Colombo nel 1927 come console del Cile, scrisse le sue poesie più belle, ma fu meno poetico con le donne, proiettando ombre che ancora pesano sulla sua vicenda umana. Al seguito degli inglesi arrivò il sedicente conte de Mauny: come un Des Esseintes equatoriale trasformò uno scoglio in una splendida isoletta con giardino all’italiana che poi venne acquistata da Paul Bowles. Tra i viaggiatori stregati dall’isola ci fu Nicolas Bouvier, partito in Topolino da Ginevra e approdato a Galle dove rimase stordito per sette mesi. Tra i talenti indigeni ci sono figure straordinarie. Come Geoffrey Bawa, architetto geniale e innovatore che progettava boschi verticali prima che li inventassero in occidente. Michael Ondaatje per fuggire da un padre squilibrato emigrò in Canada, dove ebbe risonanza mondiale con Il paziente inglese. Alle radici di tutto stanno le vertigini delle sconfinate mitologie Veda. E la grande rivoluzione dei canoni buddisti che qui per la prima volta passarono dalla forma orale a quella scritta. Poi arrivarono le invasioni selvagge degli occidentali. I cattolicissimi portoghesi erano impegnati a salvare le anime degli indigeni e a dannare le proprie con massacri e distruzioni. Seguirono gli olandesi, che potevano ammazzare per un sacco di cannella; infine gli inglesi, che si dedicarono a uno sfruttamento intensivo, più razionale, più cinico. 

Questa terra ha generato immensi splendori. Quattro secoli di invasioni occidentali non hanno fatto in tempo a distruggerli tutti. Ora rappresentano la testimonianza di una storia millenaria, di una cultura tra le più antiche e affascinanti del mondo. 

La claque del libro

Ambrogio Borsani

Abbandonato l'utero dello stampatore il libro si trova di fronte la spaventosa giungla del mercato. Editori rivali, eserciti di concorrenti, scrittori invidiosi, cecchini della critica, influencer malevoli.
E su tutti domina il nemico mortale: l'indifferenza del mondo. Contro questi pericoli l'editore provvede a sostenere alcuni dei nuovi nati con squadre di promotori, uffici stampa, agenti pubblicitari.
La claque del libro ricostruisce la storia delle promozioni editoriali nei secoli. A cominciare da Peter Shöffer, collaboratore di Gutenberg che nel 1469 per primo ebbe l'idea di stampare un foglio con diciannove titoli e di affiggerlo ai muri.
Il libro di Ambrogio Borsani ripercorre le tappe fondamentali delle operazioni di sostegno al libro intrecciandole con la storia della pubblicità. Da Shöffer a Renaudot, primo teorico dello scambio. Da Parmentier a Diderot, infaticabile promotore dell'Encyclopédie. La grande stagione dei manifesti, da Chéret a Depero. Si ricostruiscono le case-histories di lanci clamorosi come quello di Fantomas, l'esempio più sorprendente di marketing tra i libri seriali del primo Novecento, e altri eventi straordinari come Via col vento e Il Piccolo Principe. Storie di grandi scrittori come Mark Twain, Hemingway e Steinbeck che si prestavano volentieri alla pubblicità.
Un viaggio tra grandi successi e tonfi paurosi, fino a osservare il libro al tempo dei social. Follower, influencer, like, stroncature, cuoricini, emoticon ammiccanti o dispettosi, incensi e veleni della rete. Dai metodi inflazionati di promozione che promettono a tutti un grande successo al singolare caso di Rupi Kaur, astuta regina della poesia social. La storia del libro come racconto appassionante di splendori e miserie del mondo editoriale.

Avventure di piccole terre

Ambrogio Borsani
L’Italia è una terra ricca di isole e le isole italiane sono ricche di storie. Alcune raccontano amori clandestini e crimini efferati. Altre, visioni mistiche e avventure erotiche, faticose conquiste e fughe improvvise. Molti personaggi celebri hanno trascorso sulle isole le ore più felici della loro esistenza o, all’opposto, quelle più tragiche, l’esilio e la morte.
Dopo una vita di avventure militari, politiche, sentimentali e letterarie, agli inizi dell’Ottocento Choderlos de Laclos, solo e dimenticato, lascia Parigi per una missione inutile e va a morire sulla piccola isola di San Paolo, nel golfo di Taranto. Quasi un secolo dopo, Umberto Boccioni vive sul Lago Maggiore l’ultima grande passione della sua vita, prima di partire per il fronte, da cui non farà più ritorno. Nell’agosto 1943, in una torrida estate piena di presagi funesti, Benito Mussolini viene tenuto prigioniero alla Maddalena, in una specie di castello un po’ moresco un po’ gotico fatto costruire da un eccentrico inglese. Negli anni Cinquanta, oramai stanco e frastornato, Ernest Hemingway si rifugia a Torcello alla ricerca di un po’ di pace. Qualche decennio più tardi, Marguerite Yourcenar sbarca sull’isola dei Pescatori, e Rudolf Nureyev sceglie di trascorrere i suoi ultimi anni a Gallo Lungo.
Tra figure eccentriche – come Baron Corvo, adorabile folle che, tormentato dai suoi incubi, va alla deriva nella laguna veneta – vicende sottratte alla memoria, come il terribile massacro di nove frati tagliati a pezzi nel sedicesimo secolo sul Lago d’Iseo, e cronache della contemporaneità, Ambrogio Borsani riporta alla luce storie perse nei mari, nei laghi e nei fiumi d’Italia, dove su fondali di struggente bellezza calano a volte veli di seducenti malinconie.

Tropico dei sogni

Ambrogio Borsani

Pirati, negrieri, poeti maledetti, viaggiatori incantati e donne fatali incrociano i loro destini su un lembo di terra sperduto nell'Oceano Indiano.
Charles Baudelaire sbarca a Mauritius per puro caso. Vi rimane solo tre settimane, ma gli amori creoli e le atmosfere esotiche segneranno per sempre la sua poesia e la sua vita.
Joseph Conrad arriva sull'isola per imbarcare un carico di zucchero. Dovrà fermarsi due mesi per mancanza di sacchi e finirà per innamorarsi di una donna misteriosa. Invece dell'amore nascerà uno dei suoi capolavori.
Mark Twain capita a Mauritius in un viaggio lungo l'Equatore intrapreso per porre rimedio a una brutta storia di debiti.
Ma il mito dell'isola, prima di tutti, lo aveva creato Bernardin de Saint-Pierre con la romanticissima storia di Paul et Virginie, il romanzo di un amore impossibile, un'assurda tragedia del pudore.
Ambrogio Borsani ha percorso l'isola Mauritius raccogliendo documenti, testimonianze, leggende, colori e suoni. Il racconto avanza su due piani, intrecciando vicende passate e storie contemporanee. Affiorano esistenze minori, anime sensibili, carcasse umane e spietati avventurieri. Su tutti domina il caso, che getta i suoi dadi sopra i disegni degli uomini beffando tutti. I più fortunati scopriranno dentro di sé ciò che avevano affannosamente cercato attraverso meridiani e paralleli.
Dalle pagine di questo racconto emerge l'affresco di un piccolo mondo affollato di speranze, assetato di infinito e di nefandezze. Fasti e crudeltà si inseguono fino ai giorni nostri, quando sull'isola va in scena la tragica vicenda del cantante Kaya, con la quale il libro spalanca il baratro della Storia proiettando le vertigini delle sue infinite ingiustizie.

Stranieri a Samoa

Ambrogio Borsani

Dal Settecento ai giorni nostri molti spiriti inquieti si sono affidati all’idea di un Eden nascosto nelle isole del Pacifico, alimentando storie e leggende senza fine. Alcune di queste storie si sono spente, altre sopravvivono sulle isole, si mescolano coi miti, vengono raccontate ancora oggi con l’aura del meraviglioso.
Accade così, ad esempio, sulle isole Samoa, dove si avventurarono figure davvero straordinarie. Stevenson vi pose fine ai suoi inquieti spostamenti e mise su casa, abitando l’altrove che aveva sempre immaginato. Maugham vi giunse come agente segreto, ma in realtà intendeva spiare i segreti dell’animo umano. Schwob, infelice pellegrino delle lettere, vi portò a spasso le sue malattie.
Ambrogio Borsani ha viaggiato attraverso le Samoa riportando l’incanto e l’emozione di queste storie cresciute come frutti prodigiosi in una lontana stagione di magie. Sono storie maggiori e minori, come quella di Emma Coe, intraprendente avventuriera che divenne regina di Nuova Guinea, o quella dello sfortunato quanto geniale conte Nerli, di Erich Scheurman, ambiguo autore del Papalagi, per arrivare alle vicende contemporanee con la singolare avventura del duca Caffarelli, che molti anni fa lasciò via Condotti per andare a vivere a Samoa. E ci rimase trent’anni.
Nei racconti di questo libro si intrecciano grandi scrittori e navigatori, avventurieri, imprenditori, lestofanti, poveri disperati in cerca di fortuna o impegnati a fuggire dalla sfortuna che li insegue. Ogni capitolo è un giro vorticoso di storie, un accumulo di vicende umane paurosamente avvitate in ricerche impossibili. L’emozione del racconto è legata alla parola viva, raccolta direttamente nei luoghi dove i romanzi vengono scritti con i passi arrischiati di esistenze in bilico sull’orlo del baratro.

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