Neri Pozza Editore | Katharina Poggendorf Kakar
 
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Katharina Poggendorf Kakar

Katharina Poggendorf Kakar ha studiato scienza delle religioni, arte e antropologia alla Freie Universität di Berlino e alla Harvard University. Tra i suoi libri figurano Hindu-Frauen zwischem Tradition und Moderne e Der Gottmensch aus Puttaparthi. Eine Analyse der Sathya-sai-Baba-Bewegung und ihrer Westlichen Anhänger.

I LIBRI

Gli Indiani. Ritratto di un popolo

Sudhir Kakar, Katharina Poggendorf Kakar
Un numero quasi incalcolabile di esseri umani, divisi tra induisti, musulmani, sikh, cristiani, giainisti, e da 14 idiomi principali, sterminate identità regionali e linguistiche e un rigido sistema di caste: così erano e sono tuttora gli indiani.
Come si può ipotizzare l’esistenza di tratti comuni in una popolazione così fatta, caratterizzata da una varietà etnica che si addice più a un impero del passato che non a un moderno Stato nazionale? Eppure, sin dall’antichità viaggiatori europei, cinesi e arabi hanno individuato tratti comuni tra i popoli dell’India, provando così l’esistenza di un’identità sotto l’apparente diversità.
Nel 300 a.C., Megastene, ambasciatore greco alla corte Maurya di Chandragupta, commentava quello che oggi verrebbe descritto come l’onnipresente interesse degli indiani per la spiritualità: «La morte ricorre spesso nei loro discorsi. Considerano questa vita… come il periodo in cui il bambino raggiunge la maturità nel grembo materno, e la morte come la nascita a una vita vera e felice per coloro che praticano la filosofia».
In tempi più recenti, il Primo ministro indiano Jawaharlal Nehru ha scritto nella Scoperta dell’India che esiste «uno spirito peculiare dell’India, che rimane impresso in tutti i suoi figli, per quanto grandi siano le diversità esistenti tra loro».
Per Sudhir e Katharina Kakar, gli autori delle pagine che seguono, questo «spirito dell’India» non è qualcosa di etereo, aleggiante nei rarefatti cieli della religione, dell’estetica e della filosofia, ma una salda identità, un’“indianità” generata da una sovrastante civiltà indiana, in prevalenza indù, che ha fatto la parte del leone nella formazione di quelli che si potrebbero definire i “geni culturali” dei popoli indiani. E che presenta degli elementi chiave: una concezione dei rapporti in generale, e dei rapporti familiari in particolare, derivante dall’istituzione della famiglia allargata; una visione profondamente gerarchica delle relazioni sociali influenzata dall’istituzione delle caste; un’immagine del corpo umano e dei processi fisiologici basata sul sistema medico dell’Ayurveda; un immaginario culturale condiviso brulicante di miti e leggende che sottolineano una visione “romantica” della vita umana e un modo di pensare relativistico e contestuale.
Affascinante viaggio nell’anima di un popolo che vive nel settimo paese più grande, con la seconda popolazione più numerosa del mondo, Gli Indiani costituisce anche un’originale esplorazione dell’odierna vitalità dell’India e del protagonismo delle sue genti.
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