Neri Pozza Editore | Mary S. Lovell
 
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Mary Lovell

Mary S. Lovell è membro della Royal Geographical Society. È autrice di quattro precedenti biografie, tra cui il bestseller internazionale Straight on till morning: The Biography of Beryl Markham.

I LIBRI

Le sorelle Mitford

Mary S. Lovell

«Persone diversissime, sembrano aver preso a morsi il ventesimo secolo». Così, in questa brillante biografia, Mary S. Lovell introduce le «leggendarie sorelle Mitford».
Figlie di David e Sydney Freeman-Mitford, baroni Redesdale, Nancy, Pam, Diana, Unity, Jessica (Decca) e Deborah (Debo) hanno scandalizzato l’Inghilterra della prima metà del Novecento con la loro vivacità, esuberanza e, in alcuni casi, con il loro fanatismo politico.
Nancy, la maggiore, era «uno strano spettacolo, molto magra e dritta, con le gambe lunghe che scattavano avanti e indietro come quelle di una marionetta»; fu arguta autrice di una serie di romanzi di successo, i più noti dei quali furono Inseguendo l’amore e Amore in climi freddi, ma la tragedia della sua vita fu l’amore infelice per Gaston Palewski, braccio destro di Charles de Gaulle, da lei chiamato il «Colonnello».
Pam, «la sorella discreta», dotata di una sorta di bucolica serenità – amava il giardinaggio, l’allevamento degli animali e la cucina – sposò Derek Jackson, destinato a diventare un fisico celebre nel mondo intero.
Diana, la «divina. Una vera dea. Più immacolata, più perfetta, più celestiale della Venere di Botticelli», a ventidue anni sembrava avere tutto: la giovinezza, il denaro, un matrimonio felice, un marito affascinante che la adorava e due bambini sani. Ma l’incontro con Sir Oswald Mosley, fondatore dell’Unione Britannica dei Fascisti, cambiò tutte le carte in tavola.
Unity, il cui secondo nome, Valkyrie, in onore delle giovani guerriere della mitologia norrena di Wagner, unito al luogo del suo concepimento, Swastika, sembrano quasi una sinistra profezia del suo destino, fu preda di una mortale ossessione per Adolf Hitler, che la portò alla rovina.
Decca, la ribelle, «la comunista all’acqua di rose della famiglia Mitford», fuggì in Spagna con il cugino Esmond Romilly, con cui aveva una relazione segreta, per partecipare alla Guerra civile spagnola.
Debo, nonostante la cattiva reputazione di Diana, Unity e Decca avesse ridotto le sue probabilità di sposarsi, convolò a nozze con Lord Andrew Cavendish, il figlio più giovane del decimo duca del Devonshire.
In questa spumeggiante biografia Mary S. Lovell esplora i rapporti tra le sorelle, traendo spunto dalle interviste personali, dai documenti inediti e dalla corrispondenza non pubblicata, per dare vita a un avvincente racconto su sei leggendarie sorelle le cui tragedie e passioni, conquiste e disfatte si sono divise equamente le luci della ribalta, incantando e ammaliando intere generazioni.

Cote d'Azur. 1920-1960: gli anni d’oro della Riviera francese

Mary S. Lovell

Meta invernale prediletta, negli ultimi decenni del xix secolo, delle famiglie reali e aristocratiche inglesi e russe, negli anni Venti del secolo scorso la Côte d’Azur divenne il luogo per eccellenza della villeggiatura estiva del Jet Set internazionale.
Nel 1926 i ricchi newyorkesi Gerald e Sara Murphy, che ispirarono i personaggi di Dick e Nicole Diver in Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald, la elessero a loro luogo di residenza attirando, nel giro di pochi anni, un gruppo eclettico di pittori, scrittori e altri artisti, tra i quali Pablo Picasso, Paul Robeson, Cole Porter, Dorothy Parker, Jean Cocteau, Scott e Zelda Fitzgerald.
Attorno al circolo dei Murphy gravitavano altri personaggi, come l’americana Maxine Elliott: attrice, forse amante di un re d’Inghilterra e certamente abilissima investitrice. A lei va infatti il merito di aver concepito lo Château de l’Horizon, una deliziosa villa bianca in stile art déco sulla Riviera francese, che non tardò a diventare la residenza estiva delle più illustri personalità dell’epoca: Churchill vi trovò rifugio per riprendersi dalle delusioni del forzato esilio dalla politica britannica, e così fecero anche il duca e la duchessa di Windsor, anch’essi maltrattati dall’opinione pubblica.
Disegnato da un giovane americano, Barry Dierks, che sarebbe diventato uno degli architetti più famosi sulla Riviera, per tre decenni lo Château de l’Horizon avrebbe rappresentato il santuario di uno stile di vita sensuale, lussuoso, eccentrico.
Questo libro racconta la storia di questa celebre dimora modernista, ma parla anche del primo, ammaliante periodo in Riviera, quando l’accettazione da parte dei circoli più esclusivi esigeva una ricchezza che i comuni mortali neanche sognavano, l’appartenenza a famiglie nobili o le maniere giuste per intrattenere e divertire il prossimo.

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