Neri Pozza Editore | Nick Hunt
 
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Nick Hunt

Nick Hunt è un viaggiatore appassionato e ha attraversato, e scritto, di molti paesi europei. I suoi articoli escono regolarmente sul Guardian e sull’Economist. È tra i fondatori del Dark Mountain Project. Il suo primo libro Walking the Woods and the Water è stato finalista al Premio Stanford Dolman Travel Book of the Year. Attualmente vive a Bristol.

I LIBRI

Dove soffiano i venti selvaggi

Nick Hunt
Mappe e carte geografiche esercitano, si sa, un’attrazione irresistibile, un fascino visionario che, com’è accaduto all’autore di queste pagine, sono spesso all’origine di un viaggio e di un’avventura. Nick Hunt si è un giorno imbattuto in una carta  dell’Europa trasfigurata da linee colorate che, come armate imperiali, travolgevano confini, attraversavano terre e mari, collegavano regioni, culture popoli disparati: latini e slavi, continentali e costieri, nordafricani ed europei meridionali. Erano forze invisibili dai nomi seducenti quanto la Via della Seta o il Camino di Santiago: Mistral, Föhn, Helm, Bora. Nomi di venti.
Così Hunt decise in quel giorno di intraprendere il viaggio descritto in questo libro, un viaggio alla ricerca di quattro venti selvaggi: lo Helm, un vento furioso che, nel Nord dell’Inghilterra, sulle cime più alte dei Pennini che formano la dorsale del paese, è capace di sollevare le pecore come fiocchi di lana e distruggere fienili di pietra; la Bora, l’enfant terrible dell’Adriatico, che soffia impetuoso tra le montagne e il mare, attraversando Slovenia e Croazia; il Föhn, che domina le valli alpine quando l’inverno diventa primavera; il Mistral, il «vento della follia» che irretì e ispirò Vincent van Gogh, e che dalla valle del Rodano nel Sud della Francia si spinge fino al Mediterraneo.
Inseguimento donchisciottesco tra nebbia, sole e tempeste, affascinante avventura capace di condurre il lettore da un solitario rifugio sui monti
in mezzo alla brughiera fino ai vicoli di Trieste, e da un’ululante tormenta sui Balcani fino alla pietrosa desolazione dell’unica steppa dell’Europa occidentale, Dove soffiano i venti selvaggi è anche un imperdibile viaggio attraverso miti e leggende, storia e folklore, scienza e superstizione che ogni vento lascia dietro di sé come una traccia indelebile del suo furente cammino.

Camminando fra i boschi e l'acqua

Nick Hunt

Nel dicembre del 1933 il diciottenne Patrick Leigh Fermor partì alla ventura con un paio di scarponi chiodati per attraversare l’Europa «come un vagabondo, un pellegrino o un chierico vagante», a piedi da Hoek van Holland a Istanbul.
Quando, anni dopo, il diciottenne Nick Hunt scopre i libri di Patrick Leigh Fermor, non può fare a meno di identificarsi con quel coraggioso giovanotto partito alla ricerca del suo posto nel mondo. Già allora Hunt sente, con assoluta certezza, che un giorno seguirà i passi di Fermor, ripercorrendo lo stesso itinerario attraverso Olanda, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia, per scoprire quanto di selvaggio sia rimasto in quelle terre. Del resto, quale modo migliore di conoscere l’Europa dell’esporsi completamente a essa, cosciente di ogni goccia di pioggia, di ogni sasso sotto i piedi? Come comprendere meglio i processi di perdita e cambiamento, se non viaggiando all’ombra delle parole di Patrick Leigh Fermor? E soprattutto, quale miglior sistema per vivere una buona, vecchia avventura?
In un’epoca di informazione globale, Hunt evita deliberatamente di fare ricerche sui luoghi che intende attraversare, portando con sé solo i libri di Fermor, con le loro informazioni superate da ottant’anni. Con quell’unica testimonianza a fare da sfondo, attraverso i boschi e l’acqua, il vento e la pioggia, i campi, le foreste, le città, i sobborghi, le montagne e le autostrade, Hunt verificherà di persona quanto resta dell’ospitalità, della cortesia verso gli stranieri, della libertà, della vita selvaggia, dell’avventura, del mistero, dell’ignoto, delle correnti più profonde del mito e della storia che scorrono ancora sotto la superficie dell’Europa.                                         «Degno tributo all’originale» (The Bookseller), Camminando fra i boschi e l’acqua è un libro che conferma l’appartenenza di Nick Hunt alla medesima dinastia di Patrick Leigh Fermor, Robert Byron e Bruce Chatwin.

Dove soffiano i venti selvaggi

Nick Hunt

Mappe e carte geografiche esercitano, si sa, un'attrazione irresistibile, un fascino visionario che, com'è accaduto all'autore di queste pagine, sono spesso all'origine di un viaggio e di un'avventura. Nick Hunt si è un giorno imbattuto in una carta dell'Europa trasfigurata da linee colorate che, come armate imperiali, travolgevano confini, attraversavano terre e mari, collegavano regioni, culture e popoli disparati: latini e slavi, continentali e costieri, nordafricani ed europei meridionali. Erano forze invisibili dai nomi seducenti quanto la Via della Seta o il Camino di Santiago: Mistral, Föhn, Helm, Bora. Nomi di venti. Così Hunt decise in quel giorno di intraprendere il viaggio descritto in questo libro, un viaggio alla ricerca di quattro venti selvaggi: lo Helm, un vento furioso che, nel Nord dell'Inghilterra, sulle cime più alte dei Pennini che formano la dorsale del paese, è capace di sollevare le pecore come fiocchi di lana e distruggere fienili di pietra; la Bora, l'"enfant terrible" dell'Adriatico, che soffia impetuoso tra le montagne e il mare, attraversando Slovenia e Croazia; il Föhn, che domina le valli alpine quando l'inverno diventa primavera; il Mistral, il «vento della follia» che irretì e ispirò Vincent van Gogh, e che dalla valle del Rodano nel Sud della Francia si spinge fino al Mediterraneo. Inseguimento donchisciottesco tra nebbia, sole e tempeste, affascinante avventura capace di condurre il lettore da un solitario rifugio sui monti in mezzo alla brughiera fino ai vicoli di Trieste, e da un'ululante tormenta sui Balcani fino alla pietrosa desolazione dell'unica steppa dell'Europa occidentale, "Dove soffiano i venti selvaggi" è anche un viaggio attraverso miti e leggende, storia e folklore, scienza e superstizione che ogni vento lascia dietro di sé come una traccia indelebile del suo furente cammino.

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