La formula della longevità, in pillole

Riccardo Chiaberge ci racconta le invenzioni più geniali che ci hanno permesso di allungare la nostra vita.

Riccardo Chiaberge    08/12/2023

L’allungamento della vita umana è stata la vera, grande rivoluzione degli ultimi due secoli. Come è potuta avvenire? Chi e che cosa l’ha resa possibile? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Chiaberge, autore de La formula della longevità, che ci ha raccontato quattro invenzioni che hanno permesso di allungare la nostra vita.

Tolstoj e il segreto dello yogurt

Sembra incredibile ma Lev Tolstoj, l’autore di Guerra e pace, non prese mai il Nobel per la letteratura. A prendere il Nobel per le sue ricerche sul sistema immunitario è stato invece Il'ja Il'ič Mečnikov, russo come Tolstoj ma in realtà ucraino, poiché nato a Charkiv, al tempo parte dell’impero russo. I due si conoscono ma si detestano, rappresentanti di due visioni del mondo radicalmente opposte: Tolstoj è un mistico e non crede nelle promesse della scienza; Mečnikov, invece, è convinto che la scienza possa schiudere un grande avvenire all’umanità e che possa migliorarne e prolungarne la vita. È talmente ossessionato dalla questione della longevità che si mette a studiare le abitudini dei contadini dei Monti Rodopi, in Bulgaria, alcuni addirittura centenari e, in generale, capaci di raggiungere delle età molto avanzate per quei tempi. Scopre che si alimentano soprattutto mangiando yogurt accompagnato da verdure: lo yogurt, i lattobacilli in particolare, diventano il segreto della longevità secondo Mečnikov, in quanto purificatori della flora intestinale. Forse Mečnikov esagerava un po’, ma oggi gli scienziati confermano che aveva intuito la strada giusta.

La setta dei Corn Flakes

A gettare le basi di quello che oggi chiamiamo salutismo è stata Ellen Gould White, la fondatrice della Chiesa avventista del settimo giorno. White sosteneva di vedere gli angeli, anzi, di avere un angelo consigliere che le dettava i comandamenti di una nuova dottrina per la salute del corpo. Niente alcol, niente tabacco, poca carne e molto esercizio fisico. L’angelo le ordina anche di costruire un tempio della salute: a dirigerlo chiama un dottore, anche lui adepto della sua setta: John Harvey Kellogg, proprio l’inventore dei corn flakes e del burro d’arachidi. Kellogg era un fanatico come e più di White. Praticava l’astinenza, non aveva figli se non adottivi, dormiva separato dalla moglie e raccomandava ai genitori di vigilare che i figli adolescenti non si masturbassero. Nonostante questi eccessi, le sue teorie sull’alimentazione e sull’esercizio fisico sono considerate valide ancora oggi e, in parte, hanno contribuito anche loro all’allungamento della vita umana.

Il signore delle zanzare

Alla fine dell’Ottocento nelle campagne italiane si moriva di malaria. La chiamavano febbre palustre poiché era diffusa soprattutto nelle zone umide e acquitrinose. I casi erano circa due milioni all’anno con dieci o quindicimila vittime, per lo più bambini. La causa era ignota e i medici brancolavano nel buio. L’unico rimedio sembrava essere il chinino, estratto dalla corteccia di una pianta andina, ed era efficace solo se dato per tempo, nelle prime fasi della malattia. Un giorno, finalmente, arrivò Giovanni Battista Grassi, uno studioso lombardo radicato a Roma che scopre che il responsabile di quella epidemia è una zanzara di nome Anofele. Si tratta di una zanzara particolare che, pungendo l’epidermide delle vittime, inocula nel loro sangue un parassita che trasmette la malattia. Più o meno negli stessi anni, giunge alle medesime conclusioni anche un medico inglese, Ronald Ross, che però non arriva a identificare la zanzara come responsabile della trasmissione della malattia. Eppure, nel 1902, l’Accademia di Stoccolma consegna il Nobel per la medicina a Ross e non a Grassi, forse per pregiudizio anti italiano. Grassi non accetterà mai questa umiliazione e i due continueranno a litigare per tutta la vita. Ma se da settant’anni in Italia è scomparsa la malaria dobbiamo dire grazie soprattutto a Grassi.

Pillole antifasciste

Nel novembre del 1923, esattamente cento anni fa, un gruppo di fascisti devasta la casa romana di Francesco Saverio Nitti, ex presidente del Consiglio liberale. A dare l’ordine dell’assalto è stato Benito Mussolini in persona, da un anno al potere. Nitti è costretto all’esilio, prima in Svizzera e poi in Francia. Con lui partono anche i figli, Filomena e Federico, che troveranno lavoro a Parigi presso l’istituto di ricerche biomediche fondato da Louis Pasteur. Filomena sposerà un altro ricercatore, lo svizzero Daniel Bovet, futuro premio Nobel per la medicina. Insieme, i tre scopriranno un nuovo genere di medicinali rivoluzionari: i sulfamidici, molto efficaci contro le infezioni batteriche. Grazie a questa scoperta salveranno un gran numero di vite umane. Quando si dice che Mussolini ha fatto anche cose buone, questa è certamente una: ha cacciato dall’Italia dei cervelli di prim’ordine, che avevano l’unico “torto” di essere antifascisti, e che se fossero rimasti in Italia probabilmente non sarebbero mai riusciti a fare una scoperta così importante per il futuro dell’umanità.

I volumi
Riccardo Chiaberge

La formula della longevità

Vite che hanno allungato la nostra

L’allungamento della vita umana è stata la vera, grande rivoluzione degli ultimi due secoli. Come è potuta avvenire? Chi e che cosa l’ha resa possibile?
2023, pp. 288, € 18,00
Altre edizioni
  • E-book
    2023, pp. , € 9,99
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