L’ultimo viaggio di Lenin, il romanzo vincitore della VI edizione del Premio Neri Pozza

Conservazione del corpo, immortalità e l’utopia di un mondo perfetto: di cosa parla il romanzo di Francesco Pala.

Vladimir Ilyich Ulyanov, meglio conosciuto come Vladimir Lenin morì il 21 gennaio del 1924 a causa di una grave forma di arteriosclerosi. Il leader della Rivoluzione russa si spense all’età di 53 anni, il suo corpo fu imbalsamato e conservato in un Mausoleo sulla Piazza Rossa di Mosca.
La pratica dell’imbalsamazione di leader politici, attuata per la prima volta sulla salma del presidente americano Abraham Lincoln, ha come fine quello di celebrare le personalità che hanno avuto un ruolo di spicco nella storia, e quello di Vladimir Lenin fu il primo corpo a essere anche sottoposto a un’opera di “manutenzione” nel corso dei decenni.
Il processo di imbalsamazione prevede dei tempi molto lunghi, legati a una lavorazione complicata e anche costosa. Sul corpo di Lenin venne sperimentata una tecnica sviluppata dal patologo ucraino Vladimir Vorobiov e dal biochimico Boris Zbarsky. Il primo esperimento durò dalla fine marzo alla fine di luglio del 1924. Poiché il medico che aveva eseguito l’autopsia dopo la morte di Lenin aveva già reciso le principali arterie e altri vasi sanguigni, si trattò di un’operazione oltremodo complicata, che spinse gli scienziati a sviluppare delle tecniche di micro-iniezione dei fluidi usando aghi singoli attraverso tagli o cicatrici che si trovavano già sul corpo dell’ex leader.
La salma continua a essere trattata periodicamente. Circa ogni due anni viene immersa in una soluzione separata formata da glicerolo, formaldeide, acetato di potassio, alcool, perossido di idrogeno, acido acetico e acetato di sodio.

Dalla circostanza appena raccontata, indubbiamente macabra ma al contempo affascinante, sia sul versante scientifico che dal punto di vista culturale, prende avvio il romanzo di Francesco Pala, vincitore della VI edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza con L’ultimo viaggio di Lenin.
Più precisamente, la fantasia dell’autore è stuzzicata da un secondo episodio storicamente accertato: nel mese di ottobre 1941, quando Mosca rischiò di cadere nelle mani delle truppe naziste, la salma di Lenin venne fatta trasferire a Tyumen, nella Siberia occidentale.
Questa spedizione si trasforma allora nel romanzo di un Grande viaggio, forse un’illusione, che il lettore compie insieme a una serie di personaggi coraggiosi e fragili, comici e drammatici, idealisti e disillusi, secondo un’ambivalenza propria della migliore letteratura.
La missione, in particolare, si traduce nel sogno di alcuni di fondare la Repubblica popolare di Leninesia a partire dal testo Itinerarium mentis in Lenin, un libro di filosofia, un brano esoterico e pubblicato in sole due copie, che stabilisce «l’immortalità individuale e la rinascita dei morti quali basi per la strutturazione del comunismo dell’eternità».
Leninesia, tuttavia, si svela progressivamente nella sua natura utopica, tanto desiderabile quanto irraggiungibile, proprio come il sogno dell’immortalità ottenuta per via scientifica. Doveva essere un luogo diverso da ogni altra realtà socialista, doveva diventare il punto estremo del progresso comunista, ma alla fine prende le sembianze di «un piccolo microcosmo nuovo di zecca ma apparentemente già morto».
Dapprima sfondo di grandi entusiasmi e ideali, Leninesia si trasforma in un teatro di incertezze e contraddizioni, laddove una domanda troneggia sulle altre: la completa uguaglianza rappresenta davvero la libertà?

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«Quanto è profonda la nostra decadenza?» aveva replicato Rudienko.
Protassov si era stupito della domanda, che lo aveva indotto a sentire improvvisamente la distanza che lo separava da Aleksandr Rudienko; una distanza che non era di natura politica o morale ma che era frutto della totale solitudine interiore in cui Rudienko aveva sempre vissuto e che negli ultimi anni aveva assunto un andamento progressivo, caratterizzato da silenzi sempre più intensi e ritiri sempre più lunghi in luoghi appartati, fino alla completa cecità rispetto a ciò che accadeva fuori, nel mondo reale, lontano dal ritiro in cui era stato e si era confinato.
Lo sguardo stupito di Protassov aveva indotto Rudienko a ribadire la sua richiesta.
«Dimmi quanto è profonda la nostra decadenza» aveva ripetuto, quasi urlando e scuotendo con entrambe le braccia le ormai fragili spalle di Protassov.
«Non si può misurare» aveva risposto Protassov guardandolo negli occhi e sfiorandogli il volto, come per dargli un’ultima carezza, «perché non era misurabile neanche la forza dei nostri ideali».

I volumi
Un gruppo di comunisti delusi da Stalin rapisce la salma di Lenin e fonda la Repubblica popolare di Leninesia sulla base del saggio, filosofico ed esoterico, Itinerarium mentis in Lenin.
Un romanzo potente, visionario, filosofico e divertentissimo, vincitore della sesta edizione del Premio Neri Pozza.
2024, pp. 288, € 18,00
Altre edizioni
  • E-book
    2024, pp. , € 9,99
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