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Biblioteca Neri Pozza

Grandi libri in piccolo formato,

Riscoperte, best seller, classici all'insegna della qualità

In primo piano

Uno zoo in valigia

Gerald Durrell

Per lo zoologo e scrittore Gerald Durrell, e per la moglie Jacquie, il giovane assistente Bob e la paziente segretaria Sophie, è arrivato il momento di tornare a Bafut, regno situato su un altopiano del Camerun Britannico, in Africa occidentale. Il motivo è a dir poco insolito: la creazione di uno zoo.
Sin dalla fine della guerra, Durrell ha organizzato spedizioni in diverse parti del mondo per raccogliere animali selvatici su richiesta dei più disparati giardini zoologici. Ora, finalmente, è giunto il momento di dare vita a uno zoo tutto suo, una sorta di laboratorio in cui poter studiare e preservare gli esemplari a rischio di estinzione. Un’impresa di non poco conto per chi, come lo scrittore, non bada molto alla logica quando è preso dal fuoco delle sue ambizioni.
Durrel e la sua compagnia si lanciano, infatti, alla ricerca degli animali prima di trovare un posto dove sistemarli, col risultato che il loro «zoo in valigia» li espone a una serie di incresciosi imprevisti e rocambolesche avventure, come il tentativo di cattura di un riottoso pitone di oltre quattro metri; o l’incontro con Occhioni, il lemure dal musetto grigio e gli occhi dorati capaci di fissare chiunque con l’espressione di puro orrore di una vecchia zitella che abbia scoperto un uomo nell’armadio del bagno. O, ancora, il curioso caso delle rane con gli artigli, esseri placidi e noiosi che trascorrono la giornata a nuotare sul fondo di una tinozza, fino al giorno della «grande tragedia».
Uno zoo in valigia è il racconto brillante, ironico e commovente di un uomo che ha dedicato l’intera vita agli animali, e si è posto come obiettivo primario la difesa di specie rare e minacciate dal rischio di estinzione.

Gli uccelli vanno a morire in Perù

Romain Gary

Questa raccolta apparve per la prima volta nel 1962 col titolo Gloria ai nostri illustri pionieri che Romain Gary sosteneva di aver preso in prestito da un’opera intitolata Passeggiate sentimentali al chiaro di luna, scritta da un certo Sacha Tsipochkine. Naturalmente, Sacha Tsipochkine non era che l’ennesimo frutto della fertile immaginazione del futuro autore della Vita davanti a sé.
La raccolta riapparve nel 1975 col titolo Gli uccelli vanno a morire in Perù, un racconto pubblicato per la prima volta nel 1964 sulla rivista Playboy e diventato poi, nel 1968, un film diretto dallo stesso Gary con Jean Seberg nel ruolo della protagonista.
Alla fortunata riconsiderazione critica di Gary in corso ovunque nel mondo e, soprattutto, in Francia, dove la sua opera è entrata a far parte della prestigiosa Bibliothèque de la Pléiade, questa raccolta dà certamente un contributo rilevante.
Da Gli uccelli vanno a morire in Perù, il primo racconto in cui si narra di Jacques Rainier, sognatore e poeta che, nella stagione del disincanto della sua vita, va a vivere su una spiaggia a dieci chilometri a nord di Lima dove gli uccelli vanno a morire come fosse la loro Benares, fino a Gloria ai nostri illustri pionieri, l’ultimo profetico racconto in cui grazie a «benefiche radiazioni» la specie umana si è estinta in un mondo animale governato da nuovi, imperturbabili pionieri americani, l’intera galleria dei personaggi di Gary occupa la scena di questi racconti.
Pagine feroci, eppure piene di humour e di immaginazione dove, sul confine tra la vita e la morte, la civiltà e l’animalità, il sognatore, il naïf, il disperato, il disincantato, il vanitoso, l’ostinato, l’ottimista, gli infiniti modi d’essere
dei personaggi e dell’esistenza stessa di Gary, sono esposti senza pudore in una prosa fatta di cruda ironia e di poesia.

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