Neri Pozza Editore | I Colibrì
 

I Colibrì

Le altre vie della contemporaneità

I mille colori dei saggi

In primo piano

Solitudine Caravaggio

Yannick Haenel

«Verso i quindici anni ho incontrato l’oggetto del mio desiderio. Era in un libro sulla pittura italiana: una donna con un corpetto bianco si stagliava su uno sfondo nero; aveva boccoli castano chiaro, sopracciglia aggrottate e seni ben torniti nella trasparenza di una stoffa». 
Cosí, dal ricordo della sensuale immagine di Giuditta che decapita Oloferne, contemplata per la prima volta da adolescente, Yannick Haenel avvia in queste pagine la sua originale riflessione sull’arte e sulla vita di Michelangelo Merisi. L’opera, una delle piú importanti di Caravaggio, è la raffigurazione fedele dell’episodio biblico della decapitazione del condottiero assiro da parte della vedova ebrea Giuditta. Restituisce senza veli l’efferatezza del crimine e, insieme, esalta la sensualità della figura femminile che si staglia sullo sfondo nero. L’intreccio di crudeltà e sensualità, nella vita e nell’opera di Caravaggio, è stato oggetto di una sterminata letteratura, a partire dalle numerose biografie dell’artista, descritto puntualmente come un uomo permaloso, irascibile, veemente, violento. Per Yannick Haenel, tuttavia, il tema della violenza non è semplicemente riducibile alla vita, alla leggenda e al personaggio di Caravaggio. La violenza, nella sua arte, va pensata da un punto di vista metafisico. Attesta lo spirito del tempo, l’evento della sua epoca: la fine del Rinascimento, del tempo della sublimazione e delle idealità armoniose. Tutta l’arte di Caravaggio è l’esposizione di questo evento. Nei primi anni, la sua pittura presenta ragazzi incoronati d’edera, Bacco arroganti o lascivi, poi subentra, brusca, l’apparizione di Cristo, a sancire una irriducibile contrapposizione tra godimento pagano e pietà cristica, a suggellare l’impossibilità stessa delle vecchie forme in cui trovare pacificazione. La saggezza non verrà: è il titolo di uno dei capitoli di questo libro, un titolo tratto da una frase che Guy Debord pone alla fine del suo Panegirico. Il luogo proprio della pittura di Caravaggio sta, per Yannick Haenel, nella verità brusca e insolente di questa frase. Come ogni grande artista, Caravaggio si avventura nel tempo, senza mai abbandonare l’inaggirabile intensità della finitezza e della storia mistica del mondo.

Le gioie del sanscrito

Giovanna Ghidetti

Che cos’è il sanscrito, visto da noi occiden¬tali? Perché piace tanto a intellettuali, sceneggiatori, musicisti e persino fumettisti, visto che quasi nessuno lo parla? Ma soprattutto: perché mai dovrebbe interessarci oggi studiare un idioma antico dell’India, tanto lontano nel tempo e nello spazio?
Ripercorrendo la storia della conoscenza di questa lingua, che ha caratteristiche diverse da ogni altra, si può scoprire quanto sia un luogo comune che le lettere antiche siano morte e inattuali. Il sanscrito in particolare ha fama di essere al tempo stesso ostico ed esotico, un codice magico per adepti e mistici oppure un vezzo per virtuosisti da salotto o semplicemente un gergo per appassionati di discipline orientali: invece ricopre un ruolo fondamentale non solo per la linguistica ma anche per lo studio della logica. Apprenderne la grammatica è un allenamento formidabile per la mente, per l’uso delle categorie razionali e anche come introduzione all’informatica. Le vicende che hanno accompagnato la scoperta di questa «lingua perfetta», dall’oriente antico all’occidente moderno, raccontano come sia stata oggetto da un lato di una minuziosa analisi che ne ha fatto uno strumento fondamentale per capire il funzionamento del linguaggio e della mente umana; e dall’altro di malintesi e mistificazioni che hanno portato a credenze del tutto infondate e talvolta anche tragicamente pericolose. Attraverso le esperienze di autorevoli studiosi e semplici studenti alle prese con questa materia, e non senza un pizzico di ironia, si può sfatare qualche mito, svelare qualche mistero e scoprire che una cultura apparentemente estranea e difficile, nelle sue molte sfaccettature, è in realtà ben più presente nella nostra vita quotidiana di quanto possiamo immaginare.

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