Radclyffe Hall

Il pozzo della solitudine

Ristampato nel Regno Unito solo nel 1954, Il pozzo della solitudine è la storia di una donna coraggiosa alla ricerca, costante e vana, della propria felicità.

In uscita

Informazioni
Traduzione di Alessandro Fabrizi, Francesca Forlini
2024, pp. 592, € 20,00
ISBN: 9788854529113
Collana: Biblioteca Neri Pozza
Generi: Biografia e memoir
Materiali
SINOSSI

Apparso per la prima volta in Inghilterra nel 1928, attirandosi immediate critiche e richieste di ritiro della pubblicazione per «oscenità», Il pozzo della solitudine è una testimonianza di quanto proverbialmente ferisca più la penna che la spada: poco dopo la sua uscita un recensore inglese lo paragonò a «una fiala di acido prussico», che a sua opinione avrebbe fatto meno danni alla gioventù rispetto alla lettura del volume. Quello che le autorità temevano era che il romanzo scatenasse «un’epidemia di omosessualità». L’opera, latamente autobiografica e presto rimossa dalla circolazione, mette infatti in scena il conflitto identitario di una donna della buona società inglese che, facendosi chiamare Stephen Gordon e intraprendendo una relazione con Mary Llewellyn, incontrata a Compiègne durante la Prima guerra mondiale, osa mostrare pubblicamente tutti gli aspetti dell’amore lesbico. Il vero scandalo del Pozzo della solitudine risiede nel genere delle due protagoniste nonché nell’ambiguità di Stephen, imprigionata in un corpo femminile che non sente suo. La solitudine del titolo è allora quella a cui i personaggi sono costretti: l’amore fra due donne, per quanto non sanzionato dalla legge, era comunque considerato immorale, e obbligava a una vita da invisibili. Quando l’unica cosa che Stephen, e Radclyffe Hall insieme a lei, vorrebbero rivendicare è un semplice «diritto all’esistenza».

«La Bibbia della letteratura lesbica»
The Times

«Il romanzo archetipico della letteratura omosessuale».
Times Literary Supplement

«Scritto con passione e coraggio».
The Spectator