Nathan Thrall

Un giorno nella vita di Abed Salama

Uno sguardo sul feroce quotidiano di chi vive nella terra più contesa del pianeta e, pur privato dei più elementari diritti, cerca di mantenere intatta la propria umanità.

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Informazioni
Traduzione di Christian Pastore
2024, pp. 272, € 19,00
ISBN: 9788854529649
Collana: Bloom
Generi: Narrativa straniera
SINOSSI

Milad, cinque anni, è emozionatissimo: sulle spalle uno zaino più grande di lui con dentro la sua merendina preferita, non vede l’ora di salire sul pullman per la prima gita di classe della sua vita, destinazione un parco a nord di Gerusalemme. Quando Milad saluta la mamma ed esce sotto una pioggia battente, suo padre Abed sta ancora dormendo. La giornata che cambierà per sempre la vita di Abed Salama comincia qualche ora più tardi, su una strada bloccata, una delle poche su cui ai palestinesi è ancora concesso viaggiare, e la notizia di un incidente «con alto numero di vittime». Incalzato da un presagio, Abed raggiunge trafelato il luogo dell’impatto dove lo accoglie una bolgia infernale: un gigantesco tir rovesciato, uno scuolabus in fiamme, dei corpi a terra. Milad però non si trova. Inizia così per Abed una corsa angosciante in un labirinto fatto di ostacoli fisici, burocratici, emotivi, dovuti alla sua condizione di palestinese. E questo padre palestinese è dalla parte sbagliata del muro di separazione, i suoi documenti del colore sbagliato non gli consentono di superare i checkpoint dei militari, di entrare a Gerusalemme, di conoscere la sorte di suo figlio. La ricerca disperata di Abed incrocia il cammino di altre persone, con le loro storie che convergono, tutte, su quell’inferno: un’insegnante di asilo e un meccanico, un ufficiale israeliano e un funzionario palestinese, un colono paramedico, operatori sanitari ultraortodossi. Due madri, che sperano che il bambino ferito ma vivo sia il loro. Leggendo questo libro – preciso e caldo, appassionato e lucido – non ci troviamo in un’opera di finzione in cui gli eventi, le persone citate sono frutto della fantasia dell’autore, ma precipitiamo nel feroce quotidiano di chi vive nella terra più contesa del pianeta e, pur privato dei più elementari diritti, cerca di mantenere intatta la propria umanità. Ne usciremo più acutamente, e nuovamente, consapevoli.

Jaba Road era una delle tante circonvallazioni progettate per ridurre i tempi di percorrenza dei coloni, per dare loro un senso di sicurezza e creare l’illusione di un’ininterrotta presenza ebraica da Gerusalemme fino agli insediamenti. Ma quando Israele costruì nuove circonvallazioni, Jaba Road finì per essere utilizzata principalmente dai palestinesi. L’unica corsia che portava a est faceva da arteria principale intorno a Gerusalemme per le circa duecentomila persone che non vi potevano entrare. Divenne nota come «strada della morte».

«Thrall non moralizza, ma nemmeno si sottrae alla responsabilità di fare a pezzi il nostro confortevole equilibrio».
Colum McCann

«Mi sono ritrovata a leggere e rileggere capitoli, paragrafi, singole frasi solo per assorbire la brutalità e l’intensità, il pathos e la cruda rappresentazione dei metodi usati da uno Stato per mettere in ginocchio un popolo senza perdere il plauso del mondo civile».
Arundhati Roy

«Una combinazione di prosa struggente ed eccezionale intuizione politica».
Yuval Noah Harar