Elizabeth Kolbert

La sesta estinzione. Una storia innaturale

La specie che, a un certo punto della sua storia, si è autonominata «specie dell’homo sapiens», nel corso della sua “evoluzione” ha alterato profondamente la vita del pianeta. Tra le catastrofi da essa causate, cinque...

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Informazioni
Traduzione di Cristiano Peddis
2016, pp. 384, € 9,00
ISBN: 9788865593394
Collana: Beat Edizioni
Generi: Saggi
SINOSSI

La specie che, a un certo punto della sua storia, si è autonominata «specie dell’homo sapiens», nel corso della sua “evoluzione” ha alterato profondamente la vita del pianeta. Tra le catastrofi da essa causate, cinque sono state così grandi da meritare il nome di «Big Five». Questo libro, che ha avuto uno strabiliante successo al suo apparire negli Stati Uniti, ripercorre la storia dei «Big Five» per gettare luce su un altro allarmante evento che gli esseri umani stanno producendo. È presto per dire se esso è comparabile, per forza e portata, ai «Big Five», ma è in corso ed è noto col nome di Sesta Estinzione. Dalla foresta pluviale amazzonica alla cordigliera delle Ande, dalla Grande Barriera Corallina alla moria di organismi riscontrabile nel giardino di casa propria, Elizabeth Kolbert conduce il lettore nei luoghi di questa Estinzione attraverso un avvincente racconto in cui all’entusiasmo per le nuove, recenti conoscenze sull’argomento s unisce l’orrore che esso comporta.
 

Autore

Elizabeth Kolbert scrive di cambiamenti climatici e riscaldamento globale per il New Yorker, attività che le è valsa due National Magazine Award e il Blake-Dodd Prize dell’American Academy of Arts and Letters. Dopo Field Notes from a Catastrophe: Man, Nature, and Climate Change (2006), la prima edizione di La sesta estinzione, vincitore del Premio Pulitzer, è apparsa nel 2014 presso Neri Pozza (beat 2016). Contributi di Kolbert sono contenuti in Terra fragile (Neri Pozza 2021), raccolta di reportage del New Yorker sul cambiamento climatico. Il suo ultimo libro, Sotto un cielo bianco, tra i titoli scelti da Obama e libro dell’anno per Washington Post, Time, Esquire, Smithsonian Magazine, Vulture, Publishers Weekly, Kirkus Reviews, Library Journal, è stato selezionato per il Wainwright Prize for Writing.